Il piacere di viaggiare en plein air senza perdere il gusto del go-kart feeling (anche senza il cambio a palette)
Il piacere di viaggiare en plein air non conosce confini, né stagioni. Persino quando è inverno e ci sono pochi gradi sotto un cielo nuvoloso diventa piacevole abbassare la capote e godersi l’idea di libertà. Figurarsi quando il cielo sarà azzurro e le gemme faranno capolino sugli alberi. Per questo, per misurare quanto piacere di guida scoperta si riesce a raggiungere, sulla Mini Cabrio (di lei stiamo parlando, segnatamente della nuova Cooper Cabrio che completa l’attuale famiglia) c’è l’Always Open Timer, che permette di vedere sul display Oled il tempo di viaggio percorso con il soft-top aperto. E’ una sorta di misuratore della felicità (effimera, magari, comunque appagante). Del resto sulla Mini tutto è pensato per soddisfare il gusto del viaggio e della guida, proprio a cominciare dal grande display centrale, facile e intuitivo, veloce e reattivo. Certo, non si può ridurre la Mini Cabrio alla capote o al touchscreen (davanti al guidatore c’è anche un comodo head up display), ma gli amanti del marchio questo lo sanno bene. Per raccontare l’auto bisogna partire dall’inconfondibile feeling di guida che anima da sempre ogni Mini, chiusa o aperta che sia. Su quest’ultima nata le prestazioni, erogate dal propulsore quattro cilindri di 2 litri, sono declinate in tre livelli di potenza: la versione C ha 163 Cv e 250 Nm di coppia (0-100 in 8,2 secondi, velocità di 220 orari), la S ha 204 Cv e 300 Nm di coppia (0-100 in 6,9 secondi e 237 di velocità massima) e la John Cooper Works ha 231 Cv e 380 Nm di coppia (0-100 in 6,4 secondi e 245 di velocità massima. Tutte dispongono del cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti, non ci sono le palette e dunque si viaggia solo in automatico. Tuttavia si possono scegliere tra sette modalità di guida (si chiamano Experience Modes) e la più “cattiva” è la go-kart feeling, mentre con gli altri viene privilegiata la fluidità, anche nelle cambiate. La prova su strada sui saliscendi tra i Colli Bolognesi (quelli della Vespa di Cesare Cremonini) è autentico divertimento, la reattività è tanta, unita a precisione di guida e scatto pronto, anche in salita. La lista degli Adas è completa e aiutano in ogni circostanza (anche nei brevi tratti autostradali).
Torniamo alla capote: si apre in modo automatico in 18 secondi azionando un pulsante e può essere ritirata in marcia fino a una velocità di 30 all’ora; quando è chiusa si può usare la funzione di tetto apribile che permette un’apertura sino a 40 centimetri. E’ realizzata in tessuto nero e a richiesta si può avere con il disegno della Union Jack in grigio, omaggio alle origini britanniche del marchio (l’auto è costruita a Oxford).
Per il resto la Mini, nella sua ultima versione, resta compatta (lunghezza di 3,88 metri, altezza di 1,41 e larghezza di 1,74) eppure spaziosa nell’abitacolo (mentre il bagagliaio, chiuso dalla classica ribaltina, varia da 215 litri con tetto chiuso a 160 con tetto aperto).
Molto accogliente l’abitacolo, dal design raffinato, con stoffa sulla plancia e sui pannelli porta, ampio uso di materiali riciclati e riciclabili. Piace la plancetta sotto il display (si chiama toggle bar) con cinque levette “fisiche” per azionare freno di stazionamento, leva del cambio, start&stop, Experience Mode e regolazione del volume.












