La nuova nata di casa Renault si ispira al modello venduto in 8 milioni di esemplari Un’auto elettrica che si proietta nel futuro. E’ proposta con due tagli di batteria
Aprite il portellone senza bisogno di usare le mani, reclinate i sedili posteriori, ripiegate lo schienale di quello anteriore lato passeggero: a quel punto potete mettere a bordo una tavola da surf e scendere sulla spiaggia in attesa delle onde. D’accordo, l’eventualità è remota, però l’esempio del surf è pertinente dal momento che la Renault ha scelto una località oceanica in Portogallo per la prova della nuovissima R4 E-Tech Electric. Ottima decisione per sottolineare la versatilità del nuovo modello, con tanto spazio per i passeggeri e altrettanto per il trasporto; il bagagliaio è di 420 litri (1.405 a divanetto abbassato) con una soglia bassa (607 millimetri); valori eccellenti per un modello che misura 4,14 metri (larghezza 1,80 metri, altezza 1,57 e passo di 2,62 ovvero 8 centimetri in più rispetto a quello della Renault 5 con cui condivide la piattaforma AmpR Small). Ed è bene dire subito, come già nel caso del precedente modello, che non si è in presenza di un’operazione retrò: al contrario qui si è proiettati nel futuro. I rimandi alla R4 sono tanti, sia nelle proporzioni sia nelle citazioni evidenti dei dettagli, non una costrizione, piuttosto una fonte di ispirazione, un mix tra nuovo e qualcosa di antico.
E’ anche un modo per sostenere la diffusione delle auto elettriche in Italia e in Europa. Raffaele Fusilli, ceo di Renault Italia, spiega: “C’è bisogno di auto elettriche piccole per rendere più diffusa questa tecnologia. Noi portiamo avanti un’offensiva di prodotto sui segmenti A e B, ma ci vorrebbe anche una diversa regolamentazione per quanto riguarda i vincoli di sicurezza delle piccole, delle medie e delle grandi auto. Altrimenti è molto difficile produrre e ricavare degli utili. Certo, sino a quando non si raggiunge una massa critica di auto elettriche in circolazione, e nessuno sa a quale percentuale possa corrispondere questa massa, il quadro resta complesso”. Con la nuova R4 il difficile diventa facile, se non altro perché è un modello che piace a prima vista. E’ un’ auto pensata per il lavoro e per il tempo libero, per la famiglia e gli amici. In questo, prima ancora che nel design (come il frontale dai fari tondi o lo stile trapezoidale del montante C), si ritrova lo spirito della progenitrice.
A bordo c’è una sensazione di accoglienza declinata in chiave tecnologica: c’è uno schermo davanti al guidatore (da 7” o da 10,3”) e uno al centro della plancia (da 10,2”); la leva per il cambio automatico è al volante (la tradizionale posizione “P” è surrogata dal freno di stazionamento) e ci sono le palette per scegliere quanto rigenerare (possibili tre posizioni diverse e una che prevede l’utilizzo “one pedal”). Il sistema digitale è l’OpenR Link che integra anche ChatGpt e i servizi Google: si possono scaricare sino a 100 diverse App (sui
due allestimenti superiori) e gli aggiornamenti over-the-air. Non manca l’integrazione senza cavo con gli smartphone e la navigazione che offre una pianificazione del viaggio in funzione delle ricariche. Gli interni hanno inserti di stoffa denim in stile jeans ottenuta da materiali riciclati e riciclabili.
La R4 E-Tech Electric è mossa da un powertrain elettrico da 120 CV o 150 CV a scelta. Due anche i tagli di batteria (Urban Range da 40 kWh o Comfort Range da 52 kWh) con percorrenze rispettivamente di 308 e 409 chilometri. I consumi sono di 14.7 kW/100 km sulla versione entry level. Per quanto attiene la ricarica, a bordo c’è il caricatore da 11 kW e ci si può collegare alle colonnine rapide in CC fino a 100 kW (a 80 kW per la batteria più piccola); carica dal 15 % all’80 % in mezz’ora. Le batterie sono bidirezionali e su alcuni mercati permettono il sistema Vehicle to Grid.
La prova su strada si è svolta sulle strade che da Lisbona conducono a Ericeira passando per l’entroterra, un percorso con rilievi altimetrici collinari e tratti dalle curve a raggio stretto. La R4 elettrica è sempre reattiva e gradevole. Su brevi percorrenze autostradali scivola con grande comfort (la velocità è autolimitata a 150 orari sulla più potente), nei saliscendi è pronta, con una tendenza al rollio sotto controllo. In modalità Sport diventa più divertente, agile e scattante ed esalta la progressione tipica delle auto elettriche. Ci sono i presupposti perché sia un successo (la progrenitrice fu venduta in 8 milioni di esemplari tra 1962 e 1992, oggi sarebbe impensabile) anche se in Italia, per circostanziare i numeri, le auto elettriche vendute nei primi quattro mesi dell’anno sono rimaste al 4,8 % del totale (ovvero meno di 30 mila auto).
Gli allestimenti sono tre (Evolution, Techno e Iconic), sul primo si possono avere entrambi i tagli di batteria, sulle altre due solo il più grande. I prezzi partono da 29.900 euro. Nell’allestimento Techno gli Adas (presenti anche sulla versione di ingresso) garantiscono una guida autonoma di livello 2 e in più ci sono accessori come la piastra per la ricarica a induzione. In Portogallo si è vista (per ora statica) una versione con tetto apribile in tela, anch’essa ispirata al passato. Arriverà tra qualche tempo.












