La piccola elettrica ed economica della casa cinese aggredisce il mercato delle city car Dimensioni compatte, ma buona abitabilità senza mai rinunciare alla qualità
Costruisce auto elettriche, dunque silenziose per antonomasia, eppure BYD è un marchio che sa fare rumore. Per il lancio della nuova compatta cittadina (la Dolphin Surf, colloquialmente solo Surf) sceglie una cornice magniloquente, la Sala delle Armi al Foro Italico di Roma. E in effetti la pletora di auto, tutte dello stesso verde (Lime Green), schierate nell’antistante piazzale sembra quasi una falange romana pronta all’assalto. Ovvero alla missione specifica della Surf che grazie a tecnologia e prezzo è pronta ad attaccare fasce di mercato inedite, allargando la platea dei potenziali clienti. Tutto a pochissima distanza dallo stadio del tennis (luogo di tante emozioni ai recenti Internazionali d’Italia) e quasi accanto allo stadio Olimpico, teatro di un grande spettacolo son et lumière, senza botti pirotecnici, ma spettacolari droni in volo nella notte.
Ma a parte la cornice, la protagonista indiscussa è la Surf, provata in città (il suo habitat naturale), lungo suggestivi percorsi nel traffico della Città Eterna. Diciamo subito che la guida è rilassata, il comfort notevole, la maneggevolezza tra strade strette, fondi sconnessi, sampietrini e auto in doppia fila è eccellente. La Surf nasce per questo e porta l’elettrificazione nel segmento A – quello urbano per eccellenza – nel quale le proposte (anche termiche o ibride) negli anni si sono via via diradate.
BYD è una Casa cinese, inutile ribadirlo (ormai lo sanno tutti), ma da quando lo special advisor per l’Europa è Alfredo Altavilla, già uomo Fiat per lunghi anni e ai suoi tempi vice di Marchionne, ha acquisito un’aura italiana che contagia le altre filiali europee. Tanto che la prolusione di Stella Li, Executive Vice President di BYD nonché World Car Person of the Year 2025, s’inserisce organicamente nell’unicum dell’ampio evento romano.
La Surf colpisce per le dimensioni compatte (è lunga 3.200 mm, larga 1.670 mm e soprattutto ha un generoso passo di 2.210 mm che aiuta l’abitabilità interna; infine ha un bagagliaio di 310 litri) e perché diventa il modello a batteria dal listino più accessibile del momento. Essere accessibile non significa però rinunciare alla qualità. Per BYD è vero il contrario, a cominciare dalle batterie che – non a caso si chiamano Blade – sono molto sottili e non sottraggono spazio utile all’abitacolo. La tecnologia la si vede e la si tocca in ogni dettaglio, a incominciare dal tablet centrale (da 10,1 pollici) che può ruotare da orizzontale a verticale, a seconda dei gusti di chi è a
bordo. Il sistema supporta Apple Car-Play e Android Auto, così da consentire di essere sempre connessi e il comando “Ciao, BYD” permette di gestire molte funzioni senza distogliere lo sguardo dalla strada. Poi ci sono tanti Adas: cruise control adattivo, frenata automatica d’emergenza, mantenimento di corsia, abbaglianti automatici, sensori di parcheggio posteriori e telecamera di retromarcia, luci diurne a LED. Sulla sicurezza nessun compromesso grazie a 6 airbag di serie e alla struttura della scocca realizzata con il 68,2 % di acciai altoresistenziali. Non è finita qui: si accede all’auto con il telefonino grazie alla tecnologia NFC ed è previsto il V2L (ovvero si possono ricaricare oggetti esterni, ad esempio bici elettriche o monopattini).
La Surf sarà disponibile in tre diverse versioni, tutte basate sulla e-platform 3.0. La base, Active, combina la batteria da 30 kWh con il motore da 65 kW e ha un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 11,1 secondi con un’autonomia di 220 km; la Boost, con la batteria da 43,2 kWh, mantiene lo stesso motore, ma ha un’autonomia maggiore (322 km e 0-100 in 12,1 secondi); la Comfort abbina la batteria più potente scendendo a 9,1 secondi nello 0-100 e arrivando a un’autonomia di 310 km. La ricarica DC massima è di 65 kW (Active) e di 85 kW (Boost e Comfort), il che significa passare dal 10% all’80% di carica in 30 minuti. La ricarica AC trifase da 11 kW è di serie su tutte le versioni, permettendo una carica completa (0-100%) in tre ore e mezza (Active) o cinque ore (Boost e Comfort).
Non resta che mettere a fuoco perché la Surf sia l’elettrica meno costosa sul mercato. Ebbene, l’auto si può avere da 17.660 in fase di lancio, poi 19.490 che diventano 16.660 con finanziamento o leasing a privato (in collaborazione con CA Bank) e una rata di 99 al mese. La garanzia è molto estesa (arriva a sei anni e sale a otto anni per batteria e motore elettrico). In più verrà costruita in Ungheria, dunque nei confini dell’Unione Europa, al riparo da qualsiasi tempesta sui dazi.












