Meglio tardi che mai. La nuova 500 Fiat torna a casa e dalla fabbrica di Mirafiori non uscirà più solo in versione elettrica. Ecco la nuova 500 anche in versione hybrid con cambio manuale e motorizzazione ibrida da 999 cc. La presenta il presidente John Elkann insieme al sindaco di Torino Stefano Lo Russo, al presidente della Regione Alberto Cirio e al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, quello che poco più di un anno fa aveva costretto Alfa Romeo a cancellare il nome Milano dalla sua ultima auto. Il braccio di ferro è finito e oggi vanno tutti d’accordo. Elkann ringrazia il Governo, il ministro ringrazia la Fiat e tutti insieme mandano un messaggio chiaro all’Europa sull’imposizione elettrica del 2035 che ancora non è stata cancellata. “Crediamo nella libertà che la mobilità per tutti rappresenta e vogliamo dare ai nostri clienti la massima libertà di scegliere come e quando muoversi. Il lancio della Fiat 500 ibrida è un chiaro segnale che il nostro impegno per queste libertà rimane forte come sempre. Un’auto che sappiamo essere molto amata dai nostri clienti. Un’auto molto desiderata da tanti, che vogliono la 500, ma che, nello stesso tempo, non tutti vogliono la 500 elettrica. Vorrei essere chiaro. La nostra fiducia in un futuro elettrico rimane immutata, ma la maggior parte dei nostri clienti ha inviato un messaggio chiaro. Non sono disposti a farsi dire quale auto acquistare. Vogliono riavere la loro libertà di scegliere l’auto più conveniente per loro”. Potranno scegliere tra l’elettrica e l’ibrida su cui Fiat punta molto per ridare vita a Mirafiori con una produzione di 100 mila auto all’anno (saranno 6 mila prima di fine anno) e pure nuove assunzioni che faranno dire al ministro Urso: “Mentre in Europa e soprattutto in Germania le case automobilistiche annunciano chiusure e licenziamenti, la Fiat assume”.
“Il piano Italia si sta realizzando secondo le tempistiche che avevamo programmato insieme a Stellantis nel tavolo costituito al ministero – ha aggiunto Urso – . E questo modello, la 500 Ibrida, proprio a Torino, a Mirafiori, in quella che è stata la capitale dell’industria italiana e la capitale dell’industria automobilistica europea, è un segnale di netta inversione di tendenza nei confronti di un’Italia che torna a innovare, ad essere competitiva, a guardare con fiducia al futuro, a produrre e ad assumere, quindi a tutelare anche il lavoro”. Vanno tutti d’amore e d’accordo. Uniti contro l’Europa: “La nostra responsabilità è sempre stata e sarà sempre quella di operare nel modo migliore, nel rispetto di tutte le regole – ha detto il presidente Elkann – . Regole che non facciamo noi e che la realtà sta dimostrando che sono sbagliate. Ovvero non sono adeguate allo scopo per cui sono state scritte: una transizione efficace e sostenibile da un punto di vista sociale ed economico che i cittadini europei possano abbracciare. Semplicemente non riconoscono la realtà sul campo. Per questo motivo, insieme al governo italiano, abbiamo insistito affinché quelle regole fossero modificate rapidamente. Non per frenare l’elettrificazione, ma per attuare un piano realistico che consenta di raggiungere gli obiettivi di elettrificazione in modo da rafforzare l’Europa come produttore, invece di ridurla a un mercato per altri”.
La nuova 500 ibrida è un messaggio di libertà, un messaggio contro quello che vorrebbe imporre l’Europa all’industria automobilistica europea. “Spero che questo impegno forte e significativo che trova insieme in un’unica squadra, la nostra casa automobilistica con l’associazione che rappresenta l’impresa della componentistica e con i sindacati italiani ed europei trovi finalmente riscontro nelle istituzioni comuni a cominciare dalla Commissione Europea”, ha aggiunto il ministro Urso.
Come cambiano le cose. Quando fu lanciata la nuova 500 elettrica sembrava che ormai non ci sarebbe più stato spazio per i motori termici. La Fiat voleva elettrificare l’Italia con la 500 elettrica che le è uscita anche molto bella, ma un po’ cara e l’Italia si è voltata dall’altra parte. Ha continuato a comprare altro. Fino a che si è deciso di convertire in ibrida un’auto nata per l’elettrico con tutte le difficoltà del caso (rivedere il vano motore, ad esempio). Poi, assecondando la pressione del governo, si è deciso di riportare la produzione a casa, a Mirafiori così da accontentare tutti. La nuova 500 è made in Torino come è scritto sui profili dei finestrini. E la prima serie arriva proprio con i colori della città. “La 500 è molto più di un’auto: è un simbolo di creatività, passione e italianità – ha detto Olivier François, amministratore delegato del brand Fiat e Responsabile Global Marketing di Stellantis – Con la nuova 500 Hybrid, vogliamo offrire una mobilità che unisce tradizione e futuro, celebrando l’Italia che piace e il legame unico tra Fiat, Torino e Mirafiori. Questo modello rappresenta la nostra visione di un’auto accessibile, sostenibile e capace di emozionare, proprio come la città che la ospita”. Concetti ribaditi anche da Antonio Filosa il neo eletto amministratore delegato di Stellantis: “Il rilancio di Mirafiori e la produzione della 500 Hybrid sono la dimostrazione concreta della nostra volontà di investire in Italia e nelle sue eccellenze. Questo progetto integra innovazione, sostenibilità e attenzione alle persone”.












