Barlet, direttore per l’Italia: “Il futuro sarà elettrico, ma la domanda da farsi è: quando? Nel frattempo noi facciamo scegliere al cliente” L’offensiva sul fronte delle plug-in hybrid: 13 modelli dalla berlina ai Suv
In un momento complicato per l’auto come quello attuale, senza la flessibilità è quasi impossibile cavarsela per quelle Case che hanno puntato tanto, negli anni passati, sul mondo elettrico ottenendo risultati poco brillanti o proprio negativi. Audi è stata all’avanguardia sul fronte delle auto a batteria, realizzando modelli all’altezza della sua storia più recente, con un design di grande personalità e un bagaglio di tecnologia importante, soprattutto nella dinamica di guida e nella connettività. Ma, giocoforza, è diventata meno integralista senza rinnegare. “Il futuro, dopotutto, sarà elettrico – spiega Timm Barlet, direttore per l’Italia del brand dei quattro anelli ma la domanda da farsi è: quando? Ne deriva un secondo quesito, non meno importante per l’industria dell’auto: che cosa offrire nel frattempo? La risposta chiara di Audi è disporre di piattaforme differenti, la Ppc per i modelli con motore termico e la Ppe per quelli elettrici, così da essere il più possibile flessibili e lasciare la decisione al cliente”. Ciascuna piattaforma consente di adottare soluzioni propulsive differenti. Per la Ppe ecco i motori a benzina o diesel, ibridi mild (nella forma evoluta Mhev plus a 48V, che consente di percorrere distanze maggiori in modalità elettrica rispetto al passato) o plugin, a trazione anteriore o integrale. Con la piattaforma Ppe, invece, a variare sono il livello di performance espresso dai propulsori elettrici, con potenza comprese tra i 292 e i 551 Cv, e ancora una volta la trazione, a scelta posteriore o integrale. Al di là dei gusti personali in materia di potenza e di design (per esempio, nel caso dell’Italia il 60% delle immatricolazioni riguarda proprio la variante Sportback), entrano in gioco altri fattori. “Anche se al momento il target del 2035 per l’Unione Europea è abbastanza chiaro, il singolo mercato è condizionato soprattutto dalle politiche di tassazione: l’Italia ha introdotto un nuovo schema di fringe benefit per le auto aziendali, che ha portato a una crescita significativa della domanda di ibride plug-in, mentre altri Paesi come Francia, Belgio e Olanda hanno adottato soluzioni più radicali, di cui hanno beneficiato solo le elettriche. Ecco perché Audi risponde a queste situazioni differenti con una flessibilità che viene applicata nella misura in cui il mercato la richiede”. Da qui l’offensiva della Casa tedesca sul fronte delle plug-in ibride: oggi la gamma è forte di 13 modelli in grado di spaziare dalla berlina compatta A3 al SUV coupé Q8 e all’ammiraglia A8, passando per i C-SUV della famiglia Q3 e per lo sport utility full size Q7 senza dimenticare le nuove A5 e A6 così da coprire tutti i segmenti del mercato. Va sottolineato che il brand di Ingolstadt è pioniere della tecnologia ibrida ricaricabile, ‘risposta ponte’ alla conversione del sistema di mobilità. Nel 2014, con A3 Sportback e-tron – basata sulla terza generazione della berlina – la Casa dei quattro anelli ha introdotto la prima compatta PHEV premium al mondo, mentre l’anno successivo, con Q7 e-tron, ha presentato la prima plug-in con il V6 Diesel e trazione quattro. La vocazione al primato viene sottolineata da una crescita prestazionale senza precedenti. Basti pensare, a tal proposito, a un parametro cruciale quale l’autonomia elettrica, passata dai 56 chilometri WLTP appannaggio nel 2019 di Q7 etron ai 143 km WLTP fatti registrare oggi da A3 Sportback TFSI e un tasso evolutivo prossimo al 150 per cento. Il trend dell’offerta Audi PHEV è stato ulteriormente rafforzato dall’arrivo nella rete di tre modelli cardine: Q3 e-hybrid, declinazione della best seller Audi in Italia, Q5 e-hybrid, variante del modello della Casa più venduto nel mondo e A6 ehybrid, proposta in configurazione sia berlina sia Avant. In comune, la soluzione tecnica che le trasforma in grandi viaggiatrici.
Prendiamo ad esempio la Q3: l’ibrido è lo stesso della berlina A3 composto da un 1.5 turbo a benzina da 177 Cv, abbinato a un motore elettrico da 116 Cv – integrato nel cambio robotizzato a doppia frizione e sei rapporti – per la potenza complessiva di 272 Cv. La batteria da 25,7 kWh lordi si ricarica attraverso l’azione della frenata rigenerativa o dalla presa di corrente: servono due ore e mezza per fare un ‘pieno’ di energia ricaricando in alternata a 11 kW, ma è anche possibile utilizzare le colonnine rapide in continua a 40 kW dove bastano 30 minuti per passare dallo 0 al 90% del serbatoio.
I vantaggi del sistema sono evidenti, come abbiamo constatato in un breve test tra Verona e la Valpolicella: la Q3 ehybrid si avvia sempre in modalità EV e secondo la Casa si possono percorrere 119 km senza far intervenire il motore termico. Grazie all’unità a corrente, che fornisce i suoi cavalli con grande prontezza, la marcia è fluida e vivace sia in città, sia fuori. Una volta selezionata la modalità ibrida, la vettura avvia il 1.5 turbo benzina solo quando si preme con decisione l’acceleratore o la batteria si scarica del tutto. Insomma, è un gran bel viaggiare.












