BYD ha lanciato il modello giu sto con cui alzare la voce sul mercato italiano dove negli ultimi mesi ha già scalato posizioni importanti. La Atto 2 DM-i è una B Suv molto migliore di quanto non faccia intendere il nome che resta davvero poco affascinante. Ha un prezzo che può convincere molti clienti a sceglierla, ma non è quella la sua caratteristica distintiva. BYD punta sulla tecnologia per scalare le quote di mercato nel nostro paese. Una tecnologia che non è più soltanto elettrica perché in Europa BYD oggi è anche sinonimo di ibrido plug-in, una ibridizzazione alla maniera di BYD. “ ATTO 2 DM-i combina la fluidità di guida tipica di un’auto elettrica con la libertà di percorrenze elevate. Il modello offre fino a 90 km di autonomia in modalità elettrica e una percorrenza complessiva di 1.000 km nel ciclo WLTP combinato, permettendo di affrontare anche i viaggi più lunghi con grande serenità. Con la nostra tecnologia Super Hybrid con Dual Mode, la batteria non resta mai a zero…”, racconta Alessandro Grosso, Country Manager per l’Italia. La Atto 2 misura 4.330 mm di lunghezza, 1.830 mm di larghezza e 1.675 mm di altezza, con un passo di 2.620 mm. È un Suv compatto che non ti fa sentire troppo ingombrante in città. Le prenotazioni hanno già raggiunto le 10 mila unità con una buona penetrazione tra i clienti privati. Il prezzo, con gli incentivi per il lancio, è certamente un asso nella manica anche se in BYD preferiscono puntare su altro. Il prezzo di lancio per la versione Active è di 23.900 euro, mentre la Boost è offerta a 26.500 euro. I contenuti tecnologici compresi nel prezzo sono decisamente superiori a quelli della concorrenza e gli uomini BYD lo sottolineano con grafici, tabelle e parole. Sono aggressivi, come gli spot televisivi che hanno già irritato la concorrenza. Parlano di coreani noiosi, di tedeschi che si inventano mini nicchie, degli altri cinesi che puntano solo sul prezzo. Insomma più che Atto 2 sembra voler essere un Atto di forza.
“Stiamo vivendo un altro round di consolidamento nell’industria. Non solo è necessario, visto quello che sta capitando, ma è anche auspicabile – dice Alfredo Altavilla special advisor per l’Europa di BYD – Io credo che ormai il mercato globale dell’automobile per molto tempo non supererà i 90 milioni di macchine all’anno. La scusa dei volumi per restare indipendenti non c’è più. Quindi, la ricerca delle economie di scala, diventa una condizione di sopravvivenza, non più di competitività. Ecco perché sono assolutamente convinto che da qui ai prossimi cinque anni un rimescolamento di carte ci sarà. Io non so chi saranno gli attori e chi le vittime del consolidamento. So che noi non saremo una vittima”.
L’obiettivo di BYD è chiaro: “Non è quello di continuare a essere percepito come un costruttore cinese che è forte principalmente in Cina ed è marginalmente presente in giro per il mondo. Lo scopo di BYD è diventare un costruttore locale in tutte le geografie, un costruttore cinese, ma con una forte presenza locale in tutte le geografie”.












