Ecco il primo Suv 100 per cento elettrico della casa giapponese Autonomia fino a 395 km e prestazioni da vero fuoristrada
Sulle strade che salgono verso Salice d’Ulzio, tra tornanti asciutti e tratti ancora innevati, la nuova eVitara si muove agile e spedita. Non è una presentazione qualunque: è il manifesto con cui la casa di Hamamatsu entra nell’era dell’elettrico puro, sempre fedele ad una tradizione costruita sulla concretezza e, soprattutto, sulla trazione integrale. La eVitara è il primo Suv 100% elettrico del marchio giapponese, ma nasce con un’impostazione chiara: non un semplice crossover urbano elettrificato, bensì una “4×4 nativa”. Il contesto scelto per la prova – la Val di Susa – non è casuale e mette subito in evidenza la coerenza del progetto.
Dal punto di vista tecnico, la base è la nuova piattaforma Heartect- e, sviluppata specificamente per veicoli elettrici e caratterizzata da elevata rigidità e integrazione della batteria nel pianale, abeneficio di sicurezza e comfort. Le dimensioni restano compatte – 4,27 metri di lunghezza con un passo di 2,7 metri – ma l’abitabilità sorprende, soprattutto grazie ai sedili posteriori scorrevoli, una soluzione rara nel segmento.
Su strada, la versione più significativa è la 4WD Dual Motor AllGrip- e. Qui Suzuki gioca la sua carta migliore: due unità elettriche indipendenti, una per asse, per una potenza complessiva di 184 cv e 307 Nm di coppia. Il risultato, già dai primi metri, è una risposta pronta e lineare, tipica dei powertrain elettrici, ma con un surplus di controllo che emerge nei tratti più impegnativi. Nei cambi di pendenza e sui fondi a bassa aderenza, la gestione elettronica della trazione integrale si dimostra raffinata. La modalità Trail, in particolare, simula il comportamento di un differenziale autobloccante, frenando le ruote che perdono di aderenza e trasferendo coppia a quelle con maggiore grip. Un sistema efficace, che consente alla eVitara di affrontare sterrati e tratti innevati con una sicurezza non scontata tra i Suv elettrici compatti.
Rispetto a concorrenti dirette, la Suzuki paga qualcosa in termini di potenza nelle versioni a trazione anteriore, ma si distingue nettamente per la disponibilità di una vera trazione integrale elettrica. Un elemento che, nel panorama attuale, resta ancora poco diffuso in questa fascia di mercato.
L’autonomia dichiarata si attesta fino a 581 km nel ciclo urbano, mentre nel ciclo combinatoWLTP la versione 4WD si ferma a circa 395 km. Valori realistici, soprattutto considerando la batteria LFP da 61 kWh, scelta che privilegia durata e sicurezza rispetto alla densità energetica. Buoni anche i tempi di ricarica: fino a 70 kW in corrente continua, con un 10-80% in circa 45 minuti.
Se la dinamica convince, il design non passa inosservato. Le linee sono tese, con una cintura alta e superfici scolpite che comunicano robustezza. Il frontale chiuso e i fari Matrix Led sottolineano la natura elettrica, senza rinunciare a un’identità da Suv autentico. All’interno, il salto generazionale è evidente. La plancia è dominata da un doppio display – 10,1” per l’infotainment e 10,25” per la strumentazione – mentre la qualità percepita cresce grazie a materiali più curati nelle versioni top. Non manca la praticità: il bagagliaio modulabile (fino a 562 litri con sedili abbattuti) e la configurazione 40:20:40 rendono la eVitara adatta a un utilizzo familiare.
Sul fronte sicurezza, la dotazione è completa. La eVitara rappresenta una sintesi riuscita tra passato e futuro. Non è l’elettrica più potente né quella con l’autonomia più elevata, ma è una delle poche a portare nel mondo del Bev una vera cultura del 4×4.












