Dopo R5, R4 e Twingo finirà l’epoca del neo-retrò che ha avuto un gran successo Belloni: “La Twingo ha superato le attese”. Mégane E-Tech si prepara al restyling
A chi sostiene che Renault stia puntando troppo sulle icone storiche e continui a proporre uno stile “neo-retrò”, Arnaud Belloni – Global Chief Marketing Officer del gruppo francese – risponde citando una regola chiave. “Non bisogna mai tradire lo spirito originale del modello. Tanto è vero che sono stato uno dei più grandi sostenitori del ritorno di Twingo, un progetto che sei anni fa non veniva neppure previsto”. Evidente che per la maison francese, il rilancio dei modelli iconici rappresenti “una strategia intelligente con la Twingo che sta partendo addirittura meglio di R5 nei primi mercati in cui è stata lanciata, come Francia e Germania. Abbiamo avuto risultati piuttosto impressionanti e superiori alle attese” prosegue Belloni. Il riferimento alla nuova generazione della city-car, nata nel 1992, è utile anche parlando del futuro. “La vecchia Twingo mancava ai clienti così è stata aggiunta al programma originario dopo R5 e R4. Detto questo, il periodo delle reinterpretazioni dei modelli storici può considerarsi concluso, almeno per ora. Al prossimo Salone di Parigi, per esempio, vedremo nuovi modelli importanti che non saranno operazioni retro-futuristiche. Ma Renault continuerà a lavorare sul proprio patrimonio storico attraverso concept e prototipi destinati a testare la reazione del pubblico e accrescere la coolness del marchio” sottolinea il manager di origine italiana. Sul tema non mancano le idee alla Casa transalpina. Prova ne sia la Renault 4 E-Tech electric, ‘scoperta’ che si affianca alla versione classica, strizzando l’occhio a quanti sposano i valori dell’ambiente con la scelta di un’ auto a batteria e la guida all’aria aperta. Il modello, non a caso, si chiama Plein Sud: richiama la Plein Air, la versione completamente scoperta della 4L, icona di fine anni 60. La visione è stata meno estrema, perché non si tratta di una cabriolet vera e propria, ma di un modello con un ampio tetto in tela che si apre elettricamente in dieci secondi, con un pulsante, oppure a comando vocale. L’apertura misura 92 cm di lunghezza per 80 di larghezza, e si può regolare in ogni posizione intermedia. Per contenere peso e ingombri gli ingegneri francesi hanno adottato un telo premium che si ripiega in tre pieghe invece delle quattro abituali, con elementi strutturali in materiale composito al posto del metallo. Se si viaggia en plein air, entra in funzione un piccolo deflettore in tessuto che si solleva e devia il flusso dell’aria, così il vento resta sempre contenuto e non particolarmente fastidioso. Rispetto alle soluzioni che ripiegano il tettuccio nel bagagliaio ha anche il vantaggio di mantenerne inalterata la capacità, che resta quindi di 420 litri. Sono due gli allestimenti già sul mercato: Techno Plein Sud da 36.790 euro e Iconic Plein Sud da 38.790 euro, entrambe proposte con motorizzazione elettrica da 110 kW (150 Cv), abbinata a una batteria da 52 kWh.
Alpine rilancia con la A 390
Settant’anni fa immaginare un’Al pine elettrica sarebbe stato un sacrilegio. Oggi il marchio rilanciato dal gruppo Renault affronta la sfida della mobilità a batterie con la nuova A390, crossover sportiva a cinque posti che trasferisce il dinamismo della A110 in una vettura più versatile. Basata sulla piattaforma AmpR Medium, misura 4,61 metri e offre un abitacolo spazioso con bagagliaio fino a 1.643 litri. Gli interni curati propongono doppio display e volante ispirato alle corse, con comandi dedicati a recupero energetico e Overboost.
Per la prima volta nella storia Alpine adotta la trazione integrale grazie a tre motori elettrici. La versione GT sviluppa 400 Cv e promette fino a 557 km di autonomia, mentre la futura GTS arriverà a 470 Cv e accelererà da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi. Prezzi da 67.500 euro. (m.b.)
Il futuro prossimo invece è affidato al restyling di Mégane ETech Electric, pronta al lancio autunnale con un listino da 40mila euro. Renault ha sempre affidato a Mégane il compito di aprire nuove strade, non solo in famiglia ma in generale nel mondo dell’auto. Una trentina di anni fa, la prima generazione sorprese tutti per una proposta in sette varianti di carrozzeria: non tutte funzionarono, ma in compenso quella monovolume denominata Scénic – ebbe un successo tale da superare da sola la totalità della produzione di tutte le altre varianti. Alla serie lanciata nel 2021, è stato assegnato il ruolo di inaugurare la nuova era delle auto a batteria della Casa, basandosi sulla piattaforma esclusivamente elettrica. Ora, come detto, è tempo di restyling, con interventi più che altro estetici e mantenendo la variante a emissioni zero da 220 Cv e 500 km di autonomia, ma non si esclude che nei prossimi anni arrivino varianti plug-in o range extended. “Le vendite si sommano e si sta creando un vero effetto di gamma, oggi i clienti si sentono tranquilli nel passare all’elettrico con Renault” è il commento finale di Belloni.












