Salimbeni: “Il ritorno a Eicma è un passo avanti. La nostra presenza era importante” “Il nostro segreto sono la coerenza, la passione e la voglia di guidare l’innovazione”
E’ centenaria e in ottima forma. BMW Motorrad, classe 1923, ha chiuso il 2023 con il record di vendite globale (209.257 tra motociclette e scooter) e italiano (16.163 unità), con la sua icona, la GS, moto più venduta in Italia. Ma il bello sta tutto in questo 2024: primo anno pieno della nuova R 1300 GS e anno del grande ritorno a Eicma, dal quale il costruttore tedesco mancava dal 2019. Una marcia indietro?
“In realtà un passo avanti”, spiega Alessandro Salimbeni, 59 anni, milanese, in BMW Italia dal 1997 e attuale direttore generale di BMW Motorrad. “Abbiamo capito che la nostra presenza a Eicma è importante e lo sarà ancora di più quest’anno, perché sarà vista come un rientro. Ci teniamo a esserci, in continuità con il passato, per poter mostrare i nostri nuovi modelli”.
Quest’anno ne avete lanciati già ben otto, dalla R12 in versione anche nineT alla F 900 GS e alla M 1000 XR.
“Sono tanti. E qualche giorno prima del salone lanceremo la 1300 GS Adventure, un modello su cui abbiamo grandi aspettative. Abbiamo lanciato modelli molto importanti, oltre a essere stato il primo anno pieno del GS 1300, che ha debuttato a novembre scorso. Diciamo che abbiamo dato il via a una vera e propria offensiva di prodotto”.
Tra i grandi marchi di moto, BMW pare subire meno l’assalto dei produttori cinesi, che attraverso l’acquisizione di marchi occidentali, e spesso italiani, sfornano prodotti che piacciono.
“La Cina si sta posizionando, per ora, in un segmento più economico rispetto al nostro, facendo leva su un prezzo aggressivo frutto di costi di produzione ridotti. Noi non stiamo risentendo di questa concorrenza, perché siamo posizionati sul mercato in maniera diversa, grazie a prodotto, qualità, contenuto, sostanza, innovazione. Ma di sicuro in termini di volumi stanno crescendo molto, soprattutto sotto i 500 cc”.
Ora fanno anche le Adventure 1000… “Sì, ma noi non li vediamo ancora come una concorrenza. Si può costruire tutto, ma ci vuole molto tempo, coerenza, costanza e capacità di vedere lontano”.
Qual è il segreto del successo di BMW Motorrad?
“Una estrema coerenza, molta passione, la volontà di innovare sempre ed essere alla guida dell’innovazione, oltre a una certa lucidità nell’intraprendere le strade giuste. Quest’ultima è una cosa che ci contraddistingue, perché abbiamo fatto spesso scelte coraggiose. C1, K1, abs… step di innovazione che hanno contribuito a creare l’immagine del marchio qual è oggi”.
Come si allevano i clienti del futuro?
“Con il prodotto, perché siamo noi che dobbiamo andare incontro alla clientela più giovane. Vedi la famiglia F, che è sicuramente più accessibile rispetto a modelli come la GS e l’Adventure, o il CE 02, il nuovo mezzo elettrico di mobilità urbana, che sta piacendo molto anche a un pubblico più giovane perché è innovativo, green, con la giusta autonomia e un design che sembra fatto apposta per i centri urbani italiani”.
Come comunicate con i vostri clienti?
“Oggi i social ci stanno dando molte soddisfazioni, ma per noi contano moltissimo anche le experience, che rappresentano il mezzo di comunicazione migliore: fare vivere un’esperienza al cliente. Ci puntiamo moltissimo. L’Eicma rappresenta proprio la possibilità di offrire una bellissima experience ai nostri clienti, anche quelli potenziali. Anche l’experience che si vive presso i concessionari è fondamentale. I concessionari non sono dei parcheggi dove vedere i modelli in vendita, ma luoghi per vivere esperienze, prima fra tutte il test ride, che è la più importante, quella che fa decidere per l’acquisto. Abbiamo anche la GS Academy e tutte le attività itineranti: investiamo molto su questo modo di entrare in contatto e comunicare con i nostri clienti”.
Lei che moto guida?
“Una GS. Mi piace per la versatilità, per le emozioni che trasferisce, per la sensazione di controllo totale che regala. E mi fa sentire a casa, è una moto molto intuitiva”.
Che motociclista è?
“Di lungo corso. Il ciclomotore mi è stato vietato, così a 16 anni con i primi risparmi ho comprato una Zündapp 125 stradale, con cui ho fatto cose da pazzi, come andarci fino in Spagna, per esempio, senza casco perché allora non era obbligatorio. Con una moto ti sentivi un corsaro: ti regalava velocità, indipendenza, libertà, curve, emozioni. Come resisterle?”.













