I piani di attacco di BYD: il 10 per cento del mercato elettrico in Europa entro il 2030 Altavilla: “Il processo di sviluppo del loro prodotto è davvero impressionante”
Negli ultimi tre anni ho collaborato con altri tre costruttori cinesi su progetti specifici. Quando poi ho conosciuto la leadership di BYD, mi sono reso conto che questa azienda è qualcosa di completamente differente da quello che ci si può immaginare. E devo dirvi che vedere per la prima volta il processo di sviluppo del loro prodotto è qualcosa di impressionante anche per chi, come me, vive da più di tre decenni nell’automobile: hanno una velocità totalmente diversa da quello che si potrebbe immaginare”. Alfredo Altavilla, uno dei manager più noti che hanno lavorato al fianco di Sergio Marchionne, ha inquadrato così BYD: la Casa che lo ha ingaggiato come Special Advisor per il mercato europeo.I numeri gli stanno dando ragione: BYD continua a crescere e lo scorso 18 novembre ha ottenuto un nuovo record nel mondo, ha celebrato un momento storico durante i festeggiamenti del suo 30° anniversario con la produzione del 10milionesimo NEV (New Energy Vehicle, ossia auto plug-in ed elettriche) nello stabilimento di Xiaomo, nella zona di Shenzhen-Shanwei.
Ci sono voluti 15 anni perché BYD arrivasse a produrre i primi cinque milioni di NEV, ma sono bastati 15 mesi per produrre i successivi cinque milioni di unità, a dimostrazione dell’attenzione strategica della Casa cinese verso i veicoli a nuova energia e del loro costante progresso tecnologico. I mercati rispondono bene: complessivamente BYD ha venduto in ottobre 502.657 NEV, è la prima volta che il costruttore supera la soglia dei 500mila veicoli venduti in un singolo mese. Sono quasi tutte auto (ma attenzione, stanno lavorando al top anche sui commerciali vedi l’e-Vail mostrato allo IAA di Hannover) con un aumento del 66,24% rispetto all’anno precedente e del 19,86% rispetto a settembre. Mentre Volkswagen e Stellantis sono alle prese con ventilate chiusure di fabbriche, BYD ha piazzato 189.614 auto elettriche (pari ad una crescita del 14,57% rispetto allo stesso mese 2023 e del 14,95% rispetto a settembre) e ben 310.912 unità plug-in con l’ottavo record consecutivo da marzo e un aumento ‘monstre’ del 129,30% anno su anno. Ha pagato, in questo caso, la decisione nel marzo 2022 di abbandonare la produzione di auto endotermiche: esattamente l’opposto di quasi tutte le Case europee. E non è solo questione di vendere un veicolo in più o in meno, ma di una gestione tecnico- finanziaria perfetta Guardando i numeri dell’ultima trimestrale, per la prima volta BYD ha superato Tesla in termini di fatturato: il marchio cinese ha registrato vendite per 28,2 miliardi di dollari nel trimestre dal primo luglio al 30 settembre (in crescita del 24% rispetto al 2023) superando nettamente l’azienda di Elon Musk che ha registrato 25,2 miliardi di dollari di ricavi. L’utile netto di BYD è stato pari a 1,6 miliardi di dollari, record storico, non lontano dai 2,2 miliardi di dollari di Tesla. Senza esagerare, quella di BYD ( Build Your Dreams, costruisci i tuoi sogni) è una delle case history più incredibili del XXI secolo, a partire dalla nascita: l’azienda è stata fondata nel 1995 da Wang Chuanfu, chimico appena 29enne, nella città di Shenzhen, provincia del Guangdong. In meno di 30 anni, è diventata uno dei più grandi player dell’automotive, nonché il primo costruttore di auto elettrificate per la Cina. Ed è un colosso non solo sul fronte automobilistico, ma anche sulle batterie – fornite pure a Tesla – e altre tipologie di mobilità, pubblica e privata, nonché per la generazione e stoccaggio di energia in generale. Ad oggi, BYD può contare su 30 siti industriali disseminati in più continenti, secondo una logica matematica, come spiega Stella Li, vice presidente del gruppo e n.1 in Europa. “La nostra strategia è localizzare e distribuire la produzione prevalentemente nelle stesse zone in cui operiamo perché le macchine devono essere fatte secondo i gusti del mercato. Abbiamo intenzione di aprire cinque fabbriche nel mondo, di cui una in Messico e una in Thailandia. Con i due siti in Ungheria e Turchia, puntiamo invece a rendere l’Europa autosufficiente in meno di 18 mesi in termini di potenzialità costruttive. Quindi non si potrà più parlare di noi come di un produttore cinese, ma europeo. BYD, in ogni caso, si considera una ‘ tech company’, più che una casa automobilistica, perché siamo leader mondiali nella produzione di batterie e tecnologie: talvolta è un concetto sottovalutato, invece è fondamentale”.
Detto questo, Byd ha in Europa solo l’1% del mercato elettrico ma ha dichiarato che il suo obiettivo è arrivare al 10% entro il 2030: una sfida molto impegnativa. “Aumenteremo la nostra rete di concessionari e presenteremo nuovi modelli. Poi, come detto, sarà importante l’apertura degli stabilimenti in Europa. Infine, il capo del design Wolfang Egger è tedesco: ci sta aiutando a intercettare al meglio i gusti dei clienti dei mercati continentali. E comunque, vogliamo raggiungere quel risultato prima del 2030” continua la signora Li. In effetti, è tangibile lo sforzo nell’alzare il livello qualitativo nel continuo lancio di modelli. BYD si è fatta conoscere in Europa con vetture non proprio entusiasmanti, poi ha alzato il tiro con la Seal (elettrica e ibrida plug-in) e ora punta forte sulla Sealion 7: Suv-coupé lungo 4,83 metri e disponibile in tre varianti di potenza: due single motor da 170 kW (228 Cv) e 230 kW (308 Cv) e una dual motor a trazione integrale, con un secondo propulsore all’anteriore da 160 kW (215 Cv) per una potenza complessiva di 390 kW (523 Cv). E’ stata tra le vetture più belle dell’ultimo Mondial de l’Auto a Parigi, realizzata a tempi di record. “La velocità, oggi, è l’aspetto fondamentale per rispondere alle esigenze del mercato. La nostra è un’azienda giovane che è arrivata in 30 anni ad avere un milione di dipendenti. BYD può contare su 103mila ingegneri e sviluppa 42 brevetti al giorno” racconta Stella Li, con un sorriso orientale. Meglio evitare di pensare a come stanno (non) agendo le Case con la ‘gloriosa’ storia alle spalle.









