Giuliano Negrini, il Comandante, prepara la rinascita di uno scafo storico per regalargli una nuova vita. Su acqua dolce
Quando si parla di Nastro Azzurro, il prestigioso riconoscimento per celebrare la nave più veloce nella traversata atlantica da est a ovest, la mente corre subito a Destriero: il gioiello dello Yacht Club Costa Smeralda che nell’agosto 1992 – con una media di quasi 100 km/h, una follia sull’oceano – stabilì un record tuttora imbattuto, impiegando solo 58 ore e 34 minuti. Ma siccome la traversata avvenne da ovest verso est (esattamente dal faro di Ambrose Light a New York a quello di Bishop Rock nelle isole Scilly) e non stava eseguendo un “regolare servizio passeggeri”, come prescritto dal regolamento del 1935, non meritava il Nastro Azzurro, ma questo non toglie la grandezza dell’impresa. Detto che la sola nave italiana ad averlo conquistato fu il mitico transatlantico Rex (quello tratteggiato in Amarcord, il film di Fellini) nell’agosto 1933, con una media di 28,92 nodi, ci si è dimenticati di un altro tentativo tricolore: quello di Azimut Atlantic Challenge, una sfida lanciata nel 1988 dallo scomparso Paolo Vitelli – uno dei pionieri della cantieristica nazionale – coinvolgendo grandi aziende e grandi uomini. “L’acquisto di Benetti diede ad Azimut una risonanza mondiale. Mi sembrò dunque il momento di fare qualcosa per consolidare ed ampliare tale reputazione con un’iniziativa valida tanto sul piano della comunicazione quanto su quello tecnico” scriveva Paolo Vitelli nel libro “ Sulla cresta dell’onda”. Detto fatto: scafo disegnato da Pininfarina lungo 30 metri, due motori CRM da 1.850 Cv l’uno, due idrogetti Riva Calzoni. Tanti ricchi sponsor: Robe di Kappa, Martini & Rossi a Cesa, Fiat, Sepa, Telettra, Mondo. Cesare Florio comandante (lo sarebbe stato anche su Destriero), Giovanni Agnelli presidente del comitato organizzatore e il miliardario Winthrop Rockefeller come passeggero (pagando un dollaro, non è una battuta). Nei test, la barca andò fortissimo, toccando i 60 nodi, ma nonostante le prestazioni eun serbatoio di 85mila litri, la sfida fallì per un problema (mai chiarito bene) a un motore. Uscì di scena e finì a Viareggio, senza che nessuno se ne curasse. Nel 1999, quando ormai è un mezzo rottame di alluminio , viene ‘salvata’ da un









