Un motore termico (1,5 litri 4 cilindri turbo a benzina) e due elettrici garantiscono sempre la trazione integrale
La settimana del design milanese da molti anni è diventata un palcoscenico anche per numerosissimi eventi “fuori salone” organizzati dai costruttori di automobili. Sino a pochissimi anni addietro la ribalta era riservata quasi esclusivamente ai più accreditati marchi premium occidentali, ma i tempi cambiano rapidamente e così l’edizione 2025 ha assistito alla proliferazione di eventi promossi dai car builders cinesi. Fra i tanti ha davvero impressionato l’anteprima statica della Omoda 9, un nuovo Suv del segmento D del marchio Omoda-Jaecoo che fa capo al grande gruppo Chery, primo costruttore cinese per esportazioni in occidente. Più grande della già conosciuta “sorella” Jaecoo 7 che sta riscuotendo un lusinghiero successo anche qui in Italia, la Omoda 9 ne replica l’impianto tecnico Super Hybrid salendo di una categoria dimensionale. La lunghezza di 4,77 m, e, in generale, lo stile muscoloso, ma elegante allo stesso tempo non fanno nulla per dissimulare le ambizioni premium di questo modello che, bisogna ammetterlo, appare realmente ricercata nello stile tanto esterno che interno. Il frontale, ad esempio, appare decisamente imponente ma anche originale riuscendo, nel rispetto del family feeling del Gruppo, a introdurre stilemi nuovi e originali come quello delle luci a matrice di LED che disegnano una sorta di falce stilizzata e che, immaginiamo, saranno immediatamente riconoscibili osservando la vettura dallo specchio retrovisore di chi la preceda. Una “firma” caratteristica, insomma, che rende originale il look a dispetto di una generale omologazione del design che rende spesso difficile distinguere un modello dagli altri. La vista laterale mostra un tetto decisamente degradante nella porzione posteriore donando così dinamismo alla vista della fiancata pur senza inficiare l’intenzione di accogliere tutti gli occupanti senza alcuna rinuncia in fatto di spazio a bordo. Nel “lato B” della Omoda 9 abbiamo trovato invece un’ingenuità, o forse un tentativo di esagerare che non ci ha convinto. In-tendiamoci, il look da tergo della vettura è piacevole e riuscito, ma il finto scarico con due terminali cromati per lato posticci, visto che il quattro cilindri 1,5 litri benzina si giova di una ben più banale uscita singola celata sotto il paraurti posteriore, ci sembra davvero troppo “finto” e inutilmente pretenzioso. Viceversa la Omoda 9 di sostanza tecnica ne ha da vendere e da sorprendere. Il powertrain, come anticipato, si giova di un 4 cilindri a benzina turbo da un litro e mezzo che si affianca a due unità elettriche, una anteriore e una posteriore rendendo la vettura una trazione integrale permanente e intelligente, ma con una peculiarità interessante in più visto che, comunque, il motore termico dispone anche di un tradizionale albero di trasmissione che garantisce la trazione integrale anche nel caso, praticamente impossibile, che la batteria da 34,5 Kwh sia completamente scarica. Questa nuova interpretazione del sistema Super Hybrid di Omoda Jaecoo segna un deciso progresso rispetto a quanto realizzato sin qui ad esempio sulla Jaecoo 7. Anche le prestazioni saranno di alto livello e, in attesa di conoscere la scheda tecnica definitiva, si sa già che la potenza combinata sarà ben superiore ai 500 cv con lo zero/cento percorso in 4,9”, dati che lasciano presagire una guida decisamente brillante. Altri dati fondamentali sono l’autonomia in elettrico con circa 140 km dichiarati e l’autonomia generale che con serbatoio da 60 litri pieno e carica massima della batteria sarà superiore a 1.300 km con un consumo medio previsto in modalità ibrida di 5,4 litri per 100 km. All’interno la Omoda 9 si dimostra ancora più attraente con uno stile davvero ricercato, selleria in pelle nappa, design raffinato, uno schermo curvo da 25” davanti al guidatore, tantissimo spazio per tutti gli occupanti e mille soluzioni intriganti. Non esitiamo a definire davvero lussuosi gli interni di questo SUV del dragone. Il lancio della Omoda 9 è programmato per la fine di maggio e i prezzi non dovrebbero essere distanti da 50.000 euro.












