Con G-Line la Brompton propone un mezzo pieghevole con ruote più larghe adatto anche alle nostre città dissestate
Una grande chance per risolvere i problemi della mobilità sostenibile nei centri cittadini arriva da una bici pieghevole nata per il fuoristrada. Quasi un controsenso ma solo a prima vista. Il marchio inglese Brompton, nato nel 1975 e che ha innovato la mobilità cittadina in tempi non sospetti grazie all’idea di una bicicletta leggera e, una volta piegata più volte su se stessa in una manciata di secondi, compatta quanto un borsone sportivo, trasportabile sui mezzi pubblici come un trolley e parcheggiabile sotto la scrivania in ufficio. In 50 anni, queste bici sono migliorate nei materiali e nei meccanismi, passando ad esempio dalla monomarcia fino alle 12 attuali. Il peso del modello più leggero è attorno ai 7 kg, compresa l’elettrificazione. Modelli di fascia alta con prezzi che di conseguenza non sono mai stati alla portata di tutti e che vanno oggi dai 1.100 dell’entry level muscolare ai 5.525 per quella in titanio. Ma non è stato solo il prezzo a bloccarne il successo. Se infatti in salotti urbani come la city londinese, intorno agli Champs-Élysées parigini o nel quadrilatero milanese della moda se ne vedono numerose, la sua leggerezza ha in un certo senso frenato la diffusione nelle altre città. Per raggiungere quel peso e quella trasportabilità, il telaio è stato alleggerito al massimo dando un senso di debolezza, ma sono soprattutto le ruote da 16’’, strette, a renderla poco pratica in città come ad esempio Roma, dove le buche spesso sono più grandi.
Per festeggiare il mezzo secolo di vita, l’azienda adesso lancia la G-Line che rivoluziona per la prima volta il DNA di Brompton con una serie di prime volte. A partire dall’introduzione delle ruote da 20’’ con pneumatici larghi e tubeless, che permettono di scavallare agevolmente buche, binari del tram, pavé e sampietrini. Il telaio è stato irrobustito e i freni sono a disco. Anche il motore da 250 watt, per la versione elettrizzata, ora è inserito nel mozzo posteriore e offre una spinta con meno strappi rispetto agli altri modelli, mentre il pacco batteria, che resta sempre nella borsa che si aggancia alla staffa anteriore, ha 345 kWh di potenza e un’autonomia fino a 60 km. Con tutte queste “aggiunte” il suo peso aumenta di quasi 3 kg rispetto alle altre bici della casa, titanio escluso, andando dai 13,9 kg per la versione muscolare a 8 marce da 2.849 ai 18,5 per quella elettrificata a 4 marce da 3.999. Pesi che la rendono un po’ meno trasportabile, ma che restano ancora sotto la media dei modelli simili. Ufficialmente questa linea nasce per il fuoristrada, per offrire un’alternativa alle mountain bike e in parte ci riesce, anche per la facilità di essere portata in qualsiasi bagagliaio o mezzo pubblico fino al sentiero o alla pista off-road. Di fatto, anche se Brompton non può ammetterlo per non denigrare gli altri modelli, questa bici è perfetta per l’ultimo miglio e anche qualcosa in più, in tutti i centri urbani, anche i più dissestati, pur mantenendo la sua facilità di trasporto. E per questo può diventare un mezzo urbano rivoluzionario.












