La quarta generazione del modello d’ingresso nel mondo Bmw ancora più green Sembra di salire su un’astronave con il cruscotto dominato da un maxi display curvo
La Serie 1 cresce e diventa più matura e, soprattutto, digitale. La quarta generazione della compatta bavarese, cioè il modello d’accesso alla gamma Bmw, si presenta al pubblico rinnovata e con un carico di novità che la proiettano ancora una volta ai vertici del segmento.
Veloce e sicura, ma anche e forse soprattutto green, a vent’anni esatti dalla sua prima volta, e dopo aver conquistato oltre 3 milioni di clienti in tutto il mondo (200 mila in Italia), questa quarta generazione può contare sulla tecnologia mild hybrid a 48 volt, che sale a bordo per la prima volta sulla 120 benzina con il 1.5 litri tre cilindri da 170 cavalli e sulla 120 d con il 2 litri turbodiesel quattro cilindri da 163 cv. In alternativa ci sono le non elettrificate 118d con 150 cavalli e la più potente M135 xDrive, una sportiva vera che diventa immediatamente la portabandiera di quel movimento Motorsport, per tutti semplicemente M, che al numero 1 non ha mai più dedicato l’etichetta M1 dai tempi della mitologica berlinetta a forma di cuneo che fra il 1978 e il 1982 stregò proprio tutti. È stata ritirata, un po’ come la maglia numero 6 del campione Nba Bill Russell e di Baresi, o la numero 3 di Maldini. La M1 era, ed è rimasta, un unicorno. Almeno questa M135 xDrive ha però la M e l’1 un po’ più grandi delle cifre seguenti, 3 e 5; così è più chiaro fin dal primo sguardo che non si tratta di una normale baby-Bmw, ma che l’auto in questione è passata per le cure del reparto Motorsport, appunto.
Sulla strada, conferma le attese. Il motore turbo a quattro cilindri da 300 cv, abbinato alla trazione integrale, garantisce prestazioni brillanti e un piacere di guida puro. Lo sterzo è preciso e comunicativo, il telaio è rigido e ben tarato e il cambio automatico a doppia frizione è rapidissimo. Nonostante le dimensioni leggermente aumentate rispetto alla precedente generazione, la Serie 1 rimane agile e divertente da guidare. Ora è lunga 436 centimetri, non troppo più rispetto alla precedente, larga 180 e la statura è salita a 145 centimetri.
A bordo si ha l’impressione di trovarsi in un’astronave. Il cruscotto è dominato da un maxi-display curvo sempre orientato verso il guidatore, proprio come vuole la tradizione della Casa, che riunisce in un unico elemento digitale tutte le informazioni necessarie alla guida. Si tratta di un doppio schermo (cockpit digitale da 10,25” e schermo da 10,7” per l’infotainment) ad attivazione vocale e tattile, che elimina definitivamente l’i-Drive, la manopola che per vent’anni ha selezionato le funzioni di bordo di ogni Bmw. Sparisce anche il cambio manuale: ora, l’unica opzione possibile è l’automatico, così c’è più spazio per i must del momento, per esempio, la piastra di ricarica wireless dello smartphone.
L’atmosfera a bordo è minimalista e hitech, con materiali di alta qualità e finiture curate. L’illuminazione sulle bocchette ai lati della plancia diventa il segnale di pericolo quando si apre la porta, altrimenti cambia intensità e colore al variare della temperatura. In effetti, tutto l’interno è votato a una nuova concezione, in linea con i programmi di sostenibilità del Gruppo bavarese. Addio sellerie e finiture in pelle: ora il trend sono i materiali riciclati e riciclabili, derivati dal Pet. Certo, aver scelto di provare la più potente fra le nuove Serie 1 in gamma potrebbe sembrare anacronistico. La buona notizia però è che alle caratteristiche prestazionali della M135 corrispondono consumi di carburante contenuti: circa 7,6 litri ogni 100 km nel ciclo combinato ed emissioni di CO2 combinate di 184–173 g/km (ciclo wltp), equivalenti a classi di CO2 fra G e F. Insomma, è sì una sportiva vera, ma al contempo sa cavalcare l’impegno del costruttore per una sostenibilità assoluta.












