Di Risio rilancia un marchio storico con la Itala 35: design rivisto da Italdesign e anima industriale targata Dr
Prendete nota della sigla HIB: è l’acronimo di Historic Italian Brand e si propone di rilanciare due marchi che la storia l’hanno fatta davvero. Il primo è Itala, nome associato al famoso raid Pechino-Parigi del 1907 vinto dal principe Scipione Borghese e narrato dall’inviato del Corriere della Sera, Luigi Barzini; il secondo è Osca, intuizione dei fratelli Maserati dopo che avevano venduto la loro azienda. Di Osca si parlerà più avanti, probabilmente in autunno. Di Itala si parla subito perché il primo di cinque modelli è stato svelato al Museo dell’Auto di Torino, proprio laddove è esposta (pure funzionante) l’Itala 35/54 HP dell’epica impresa.
L’operazione è firmata dall’imprenditore Massimo Di Risio, fondatore del gruppo Dr, che per l’occasione ha dato vita al progetto Fabbrica Italia e sta realizzando due nuovi stabilimenti a Macchia d’Isernia in Molise. E’ un piano ambizioso, che prevede 500 assunzioni e di questi tempi, parlando di settore automotive (non solo in Italia), è una buona notizia. Il primo modello Itala si chiama 35, come la progenitrice, e arriva a circa 120 anni da quando la Casa torinese venne fondata da Matteo Ceirano (tra l’altro il primo dealer nazionale è proprio a Torino: è il Gruppo Biauto).
Le aziende di Di Risio hanno una consolidata esperienza nel rapportarsi con l’industria cinese e anche in questo caso si parte da una collaborazione. Nella fattispecie con il Gruppo GAC, uno dei principali costruttori asiatici per dimensioni e capacità industriale. La Itala 35, però, non è un clone: sulle linee esterne è intervenuta la Italdesign, gli interni sono stati rifiniti con gusto e per rendere il comportamento dell’auto più adatto alle abitudini di italiani ed europei è stato coinvolto un nome di peso, ovvero l’ingegner Roberto Fedeli che ha nel suo cursus honorum Ferrari, Maserati, Alfa Romeo e Aston Martin.
L’Itala 35 è un’auto che non passa inosservata, grazie a un look aggressivo, una calandra importante, e un inserto nero nel terzo montante con il logo della casa. Si tratta di un SUV di dimensioni medie, lungo 4.410 mm, largo 1.850, alto 1.600 e con un passo di 2.650 mm. Sotto il cofano c’è un motore turbo 1.5 benzina da 170 CV e 270 Nm di coppia, abbinato a un cambio a doppia frizione a sette rapporti. La trazione è anteriore. I dati relativi alle prestazioni segnalano 0-100 in 7,5 secondi, velocità massima di 190 orari con un consumo medio dichiarato di 6,8 litri ogni 100 km. Internamente l’auto è elegante, l’abitacolo è spazioso (sebbene il bagagliaio sia non troppo generoso: 341 litri), rifinito con pelle e alcantara. Di fronte al guidatore c’è un cluster digitale da 7 pollici, al centro uno schermo per l’infotainment da 10,25 pollici. Il sistema è compatibile con Apple CarPlay e Android Auto senza fili e prevede ricarica wireless per gli smartphone La Itala 35 strizza l’occhio al cliente del mondo premium e quindi offre una dotazione completa di accessori. Citandone alcuni: cerchi da 20” (e pneumatici Pirelli Zero), climatizzatore automatico, tetto panoramico apribile elettricamente, sedile guida regolabile elettricamente e ventilato, vetri posteriori oscurati, luci ambientali, portellone elettrico, telecamera a 360°, parcheggio automatico e guida assistita di livello 2 (con tutti i relativi Adas). Ai clienti non resta che scegliere il colore (si può avere anche il wrapping) e le varie combinazioni degli interni. La formula commerciale prevede che sia tutto incluso a 35 mila euro.
Nei mesi a venire (ci sono già degli esemplari di Itala 35 in prova dai concessionari), arriveranno gli altri modelli, questa volta elettrificati (plug-in, full hybrid, range-extender e totalmente elettrici). Si partirà con due Suv più grandi (la Italia 56 da 4,68 metri e la Itala 61, ibrida plug-in da 4,98 metri) e con un’interessante compatta elettrica di 3,9 metri, pensata per la città. Insomma, le idee non mancano, le ambizioni nemmeno.












