Che cosa c’è dietro Formentor, il manifesto del brand più giovane del gruppo VW Diez: “Il nostro design segue le emozioni, alle persone non basta la funzionalità”
Per raccontare l’evoluzione del design di Cupra, aspetto che ha contribuito in modo decisivo al successo del brand più giovane del Gruppo Volkswagen, non si può che partire dal ‘manifesto’ espresso nel 2019 dalla concept di Formentor, lanciato l’anno seguente e diventato subito di tendenza, nonostante il freno della pandemia. Da tempo, non si vedevano linee, forme e colori che puntavano più a colpire l’appassionato che a rassicurarlo, sfruttando l’onda travolgente dei Suv.
In realtà, il senso era chiaro: trascorsi due anni dalla creazione del marchio nel 2018, anni dove si erano ‘rivisti’ i modelli Seat in chiave Cupra, era necessario cambiare il passo e quindi ecco arrivare la Formentor, con quell’aria sportiva-chic e la scelta di non essere banale sia esternamente che internamente. Ed è un mood che, sia pure con qualche differenza (per fortuna), ha caratterizzato tutti i modelli seguenti della Casa: Terramar (erede molto riuscita dell’Ateca) e i due elettrici Born (berlina) e Tavascan (Suv-coupé).
Strada percorrendo, ai piani alti della casa e del Gruppo VW si sono accorti che il design stava diventando il protagonista assoluto ed ecco la nascita di Cupra Design House, presentata (non a caso) all’ultima Milano Design Week, un evento dove in pochi anni il brand spagnolo si è ritagliato uno spazio importante. “È stata un’evoluzione naturale. In Cupra, il design è sempre stato più di una semplice estetica: si trova al centro della nostra identità. Ogni linea, texture e dettaglio è espressione dei nostri valori – sottolinea Jorge Diez, Chief Design Officer di Cupra Design House – dalla prima progettazione al lancio del modello, tutto quanto creiamo, non è altro che un’esperienza olistica a 360 gradi. Quindi non potevamo limitarci al mondo automotive”. In effetti, non è il percorso già visto di una Casa automobilistica che decide di esportare sulla moda o sugli interni il proprio marchio, ma una scelta che mette a disposizione la ricerca avviata in questi anni sui materiali innovativi, sulle interfacce d’uso e sulla suggestione delle esperienze visuali. La neonata divisione – qualcosa di più di un classico centro stile – non si è certo risparmiata sin dall’esordio, lavorando intorno a tre pilastri: Cupra Collection, Cupra Collabs e Cupra Beyond. Già al debutto, si sono viste idee illuminanti sull’obiettivo che Cupra Design House si è prefisso. A partire dai prototipi della collezione Cupra Active Wear, progettata per soddisfare le esigenze di qualsiasi atleta e che sarà disponibile entro fine 2025. Sono capi in adaptative knitting, praticamente una seconda pelle dinamica: si adattano al corpo di chi li indossa, unendo diverse tecniche, dalle texture a coste sulle braccia e sul busto a una struttura parametrica che valorizza le spalle e la colonna vertebrale. Ma ci hanno colpito anche le sneakers stampate in 3D, realizzate in collaborazione con Zellerfeld – che fondono design parametrico e fluidità del movimento – e ancora di più l’originale gilet creato con MAM dove il capo viene unito a un cappuccio e uno zaino integrato.
E’ fusione tra moda, funzionalità e forma senza paletti: non siamo lontani dalla visione dai modelli a quattro ruote, anzi. “In Cupra abbracciamo l’ignoto, plasmando il domani attraverso un’innovazione audace. La stampa 3D ci consente di ridefinire la precisione e la personalizzazione, creando progetti che si adattano ed evolvono con il tempo mentre il lavoro a maglia 3D unisce perfettamente tecnologia e artigianato. Il design parametrico invece ci permette di oltrepassare i confini dell’architettura e dell’estetica, per strutture che rispondono, si trasformano e ispirano” dice Francesca Sangalli, Creative Head di Cupra Design House. Concetti espressi perfettamente dalla Lounge Chair; una sedia che non si limita a sostenere, ma che evoca emozioni grazie a texture parametriche sotto la pelle che si attivano nei punti di contatto e a una base dinamica che gioca sulla tensione tra leggerezza e solidità. Pura connessione emotiva che Cupra mette al centro di ogni progetto.
Da parte degli addetti ai lavori c’è la sensazione che l’impegno extra-auto faccia perdere un po’ di attenzione sulla ricerca stilistica dei modelli. Per Diez è l’esatto contrario. “In Cupra, espandersi oltre il mondo automobilistico alimenta la nostra ossessione per il design. Più si apre la mente a diversi campi, più ricche saranno le nuove proposte per le future auto: è un’ispirazione costante e il primo obiettivo per un designer è essere curioso, esplorare luoghi dove altri non sono arrivati. Tutti i progetti quindi arricchiscono il nostro ecosistema creativo e l’attenzione alle auto: queste nuove tecnologie potranno essere applicate in futuro alle nostre vetture”. Alla luce di una visione così aperta, emerge la classica domanda su quanto conti realmente il design per un’auto. Diez la vede così. “L’impressione è che il pragmatismo del prezzo valga sempre più dello stile, fermo restando che sono molteplici i fattori che influenzano una decisione d’acquisto. Detto questo, io vedo un numero sempre maggiore di persone in cerca di ‘qualcosa’ che vada oltre la funzionalità: vogliono un prodotto che le coinvolga emotivamente, che ispiri positività ed entusiasmi sempre. Per alcuni il design segue la funzionalità, ma per noi il design segue le emozioni”.













