La nuova sfida si chiama Bigster e deve attirare nuovi clienti in tutta Europa In arrivo solo motorizzazioni ibride, ma per l’Italia anche un conveniente Gpl
Bigster ci pone di fronte alla sfida di andare a cercare nuovi clienti in Europa: è un prodotto completamente nuovo per noi. Finora tutti i nostri acquirenti erano privati, ma con il modello in uscita ci apriamo al mondo delle flotte aziendali e dei noleggi. Un campo tutto da scoprire per noi”. Guido Tocci, direttore di Dacia Italia, spiega perfettamente l’obiettivo di una delle auto più attese dell’anno: ha il vantaggio di portare un brand mai così popolare nel Vecchio Continente, ma anche il peso di non deludere le attese. La Bigster è lunga 4,67 metri ed entra di diritto tra le protagoniste del segmento C dove i Suv stanno per toccare il 30% sul totale: è stata pensata per le famiglie e per chi ha bisogno di tanto spazio, senza voler spendere un patrimonio. E in effetti, un listino che parte da 24.200 euro è un notevole punto a favore. Al primo sguardo la Bigster sembra la sorella maggiore della compatta Duster. Un frontale robusto, parafanghi pronunciati, fanali a compasso e sottili per una presenza su strada importante.
Il modello però è tutt’altro che essenziale: è la prima Dacia bicolore, monta sedili elettrici, tetto apribile, climatizzatore bizona, strumentazione digitale, il cruise control adattivo e una marea di altri sistemi di assistenza alla guida di serie. Dentro, continuano le sensazioni positive: i materiali sono di qualità e le plastiche rigide sono nobilitate da motivi grafici che le rendono gradevoli alla vista. I sedili sono comodi e le sospensioni assorbono bene le asperità del terreno. È un’auto per viaggiare con la famiglia, ma la spinta del motore è sempre adeguata anche quando la strada piana diventa salita: nemmeno le colline della Provenza, dove l’abbiamo provata, l’hanno messa in difficoltà. A proposito di motori, Dacia ha deciso di mettere sulla Bigster propulsori tutti ibridi. Si può optare per il full hybrid da 155 Cv (alla base c’è un 1.8 a benzina accompagnato da due motori elettrici e una batteria da 1,4 kWh) pronto nella risposta e risparmioso (nel nostro test, la media è stata di circa 18 chilometri con un litro) oppure per il mild hybrid da 140 Cv con il 1.2 tre cilindri disponibile anche a Gpl. Per chi ha esigenze specifiche c’è il mild hybrid da 130 Cv con trazione integrale abbinata, per ora, solo al cambio manuale a sei marce. In futuro, però, anche il sistema full hybrid potrebbe offrire le quattro ruote motrici.
“Noi crediamo molto nella variante a Gpl per il mercato italiano — prosegue Tocci —. I vantaggi sono notevoli: il Gpl costa circa 70 centesimi al litro e l’auto ha 1.450 chilometri di autonomia garantita da due serbatoi: 50 litri di gas e 50 litri di benzina”. Tante le soluzioni intelligenti pensate dagli ingegneri Dacia per la Bigster. Tra le più originali c’è il Pack Sleep che trasforma il Suv in una piccola camera da letto: nel bagagliaio
viene installato un box in legno che diventa in pochi gesti un letto matrimoniale (lungo 1,90 metri e largo fino a 1,30 metri), inoltre il vano può essere utilizzato come contenitore per i bagagli e un tavolino. In abbinamento c’è una tenda progettata per aderire al portellone posteriore ed espandere così, la propria vettura. Le vendite della Bigster nei quattro allestimenti (Essential, Expression, Journey e Extreme) partiranno a maggio, ma la versione a Gpl sarà ordinabile da giugno.
Tornando al mercato, quello italiano è partito bene per il brand rumeno: il primo trimestre ha registrato un + 11,76% rispetto allo stesso periodo 2024 consentendo di arrivare a una quota sul totale del 7%. Sandero è la berlina più venduta in assoluto e solo la Fiat Panda è davanti nella classifica assoluta mentre Duster tra i Suv del segmento B è preceduta solo dalla Jeep Avenger e dalla Citroen C3. Il n. 1 della filiale italiana spiega così i risultati: “Ci siamo rinnovati nel design e nell’offerta di prodotto, dimostrando la capacità di leggere dove va il mercato e cosa serve per diventarne veri protagonisti. Basti pensare all’opzione del Gpl, alimentazione per la quale abbiamo circa il 46% di quota: continuiamo a offrire una motorizzazione che i clienti apprezzano ancora molto”. Bisogna dare atto al Gruppo Renault di avere trovato il bilanciamento giusto tra i brand, evitando (sinora) pericolose sovrapposizioni. E ponendo le basi per uno sviluppo coerente negli anni a venire. “Non vogliamo fermarci. I clienti apprezzano il nostro posizionamento ‘Best Value for Money’ e la proposta di modelli essenziali. Per me è un concetto dinamico: diamo tutto quanto di cui gli automobilisti che si rivolgono a noi hanno bisogno per le proprie necessità di mobilità, ma niente che sia superfluo”.
Nel futuro ci sono la nuova Sandero nel 2027, anche in variante elettrica (forse) l’anno seguente. E molti sono pronti a scommettere su una berlina da segmento medio – per ora chiamata C-Neo – che vorrebbe giocare un ruolo da protagonista soprattutto nei Paesi dove i Suv non sono assoluti dominatori. Ma per il momento, il massimo focus è su Bigster. “Dobbiamo dare certezze ai nostri clienti in questo momento di incertezze” è la chiusura di Tocci. Un programma ambizioso, ma che Dacia sta seguendo in modo preciso.












