Dalla 500 Hybrid Cabrio Dolcevita alla nuova 600 Turbo 100, la Casa torinese rilancia l’idea dell’auto accessibile per riportare il ceto medio nei concessionari
Basta evocare la Dolce Vita per riscoprire un periodo in cui l’Italia era perennemente affacciata sull’ottimismo. Chiedere – a seconda dell’età – a genitori o nonni, oppure cercarsi l’omonimo film di Fellini in streaming. La Fiat 500, per quanto si stia parlando di quella ibrida varata nel 2025 (arrivò in affiancamento a quella elettrica) è l’erede di un simbolo di quegli anni. Allora utilitaria, anche spartana. Oggi, invece, la 500 Hybrid Cabrio Dolcevita è tutt’altra cosa. E’ un modello elegante e curato, miscela aria retrò con soluzioni stilistiche contemporanee, ha un design raffinato, ispirato dallo spirito mediterraneo. Bello guidarla, ancor più esibirla. Tanti i tocchi di classe: le calotte degli specchietti cromate, un badge laterale con il logo Dolcevita, i cerchi in lega da 16′ diamantati, la capote in tessuto blu dedicata, i fari full LED. Internamente, sedili in tessuto pied-de-poule e vinile, con il logo “500” ricamato, schermo da 10,25 pollici. A bordo, si pigia un tastino vicino allo specchietto e l’auto si apre, il frangivento assolve bene al suo compito, la guida è all’insegna della spensieratezza. E se l’anticiclone africano rende l’abbronzatura troppo intensa, si pigia nuovamente un tastino e la capote si chiude, lasciando che il condizionatore renda la temperatura più gradevole. La Dolcevita è disponibile in due colori di carrozzeria, Ice White e Celestial Blue, sempre con capote in tela blu. La lista delle dotazioni è generosa: si va dai sensori pioggia per l’attivazione autonoma dei tergicristalli a quelli (solo posteriori) che aiutano il parcheggio. Il motore è di scuola Fiat, il Firefly 1.0 da 65 cv, supportato da un ibrido leggero (Mild Hybrid) che aiuta nelle ripartenze ai semafori e nel contempo abbatte consumi ed emissioni. Il cambio a sei marce è rigorosamente manuale, una soluzione cui gli automobilisti europei (dati alla mano) restano affezionati. Si guida per divertirsi, non per rombare sulle vie cittadine. Ha tutto per piacere, la Dolcevita. Anche il prezzo, perché è dura trovare una scoperta sotto i 20 mila euro. Vero che il listino parte da 25 mila e 200 euro, ma tra incentivi rottamazione e formule di finanziamento la si può avere a 19 mila 950 euro.
La Fiat ha lanciato questa versione nell’area Stellantis & You (già Motor Village) voluta da Sergio Marchionne vent’anni fa, una maxi area di 70.000 metri quadrati (ovvero la superficie di quattordici campi da calcio) per aprire Mirafiori alla città. Assieme al compleanno di questa specie di maxi concessionario, è stato ribadito come la Fiat punti a offrire auto sotto i 20 mila euro, proponendo modelli di segmento A e B quantomai adatti alla mobilità urbana. Si vedranno, accanto alla Topolino, la Tris (erede a zero emissioni dell’Ape Piaggio) e un quadriciclo più grande che dovrebbe chiamarsi Multiplina. E a proposito di minicar è di queste settimane l’accordo tra la Casa torinese e il Governatorato della Città del Vaticano per fornire una flotta di 30 veicoli (la Topolino in primis, ma anche il citato Tris) per gli spostamenti di prossimità all’interno delle mura vaticane. Questi veicoli saranno utilizzati dai dipendenti del Governatorato per le operazioni e le attività interne, venti sono già stati consegnati.
E sempre parlando di proposte sotto i 20 mila euro, accanto alla 500 Cabrio Dolcevita è stata varata anche la Fiat 600 Turbo 100: il nome sembra uno scioglilingua, in realtà è una nuova proposta: la gamma della 600 prevede da tempo le versioni mild hybrid da 110 e 145 cv con cambio automatico affiancate da quella solo elettrica da 156 cv: con la Turbo 100 si amplia la possibilità di scelta del cliente. In Italia, nel segmento di B-Suv, il 52% degli acquirenti vuole ancora il cambio manuale e il 37% non è attratto dai sistemi elettrificati. Con questa versione solo a benzina e con cambio manuale i listini scendono e con le promozioni il prezzo parte da 18.950 euro. Anche in questo caso, siamo sotto i 20 mila. Il motore è un 1.2 cc 3 cilindri turbo che si lascia alle spalle i dubbi sulla cinghia a bagno d’olio (oggi c’è una catena); interessante che sia a ciclo Miller con un turbocompressore a geometria variabile. Alla guida, la 600 Turbo 100 – con i suoi 101 cv – risulta confortevole, adatta al traffico, ma versatile a sufficienza per il week end, anche perché spaziosa (bagagliaio da 385 litri). L’interno è pressoché uguale a quello delle versioni già in listino, con schermo centrale da 10,25”, cruscotto digitale circolare da 7” e tasti fisici per le funzioni che si usano con maggiore frequenza. La narrazione di questa 600 Turbo 100 è del tutto diversa da quella della 500 Cabrio Dolcevita e ovviamente molto distinta dal mondo dei quadricicli: qui non si parla di glamour, né di mobilità di prossimità o cittadina, ma di un modello che punta alla concretezza e si rivolge alle famiglie, ovvero a quel ceto medio che oggi fatica a cambiare l’auto visti i listini in perenne ascesa. La Fiat va in controtendenza e recupera così, almeno in parte, una sua vocazione storica.












