La nuova EX60 è uno dei modelli più avanzati della Casa svedese Su strada convince per comfort, silenzio, autonomia e qualità costruttiva
L’idea di una gigantesca pressa chiamata Mega Casting che schiaccia e crea dalla materia inerte un pezzo di automobile evoca Marinetti. Ma qui non siamo nel campo della poesia, sia pure futurista, ma della realtà. Questo marchingegno in un sol colpo realizza componenti che altrimenti richiederebbero più peso, più tempo di lavorazione, più saldature. Ed è solo uno dei segreti che si nascondono dietro e dentro la nuova Volvo EX60; un altro è la poderosa architettura elettrica a 800 volt.
Per conoscere a fondo questo Suv di segmento D non c’è nulla di meglio che guidarlo, in un test da Bologna ai lidi ravennati. Nel tratto autostradale si apprezzano silenziosità, comfort di marcia, predisposizione all’allungo (sempre rispettando il codice). Si sa che le auto elettriche hanno una verve generosa, specie in termini di coppia: in questo caso lo 0-100 si copre in 4,6 secondi. Lasciata l’autostrada, ci si addentra nella campagna su itinerari pianeggianti eppure tortuosi, lungo i canali delle Valli di Comacchio. La Volvo EX60 si mostra agile e sicura anche su percorsi secondari, la tenuta di strada non ha mai incertezze e la frenata rigenerativa si può regolare su diverse modalità di posizioni “one pedal”. Le sospensioni sono personalizzabili, ma anche in modalità Sport – pur irrigidendo l’assetto – non rendono l’auto ruvida. Al contrario, la parola d’ordine sembra essere fluidità e silenziosità in ogni condizione, tanto che quando si raggiunge la meta con i suoi panorami tra cielo, mare e specchi d’acqua salmastra, sembra quasi di essere sospesi in una dimensione quasi eterea. Aiuta il design improntato al minimalismo scandinavo: linee tese e pulite, nessun fronzolo né barocchismo, uso di materiali riciclati (si arriva sino al 27% per cento) L’esemplare in prova adottava l’ambiente interno chiamato Dawn, caratterizzato da tonalità grigio-beige. Le altre opzioni sono Arcipelago, Mid Summer, Northern Lights e Forest Bath. Tra gli optional anche il tetto panoramico elettrocromico (presente sull’esemplare in prova), che si può opacizzare a piacere. La Volvo EX60 in pratica si gestisce dallo schermo centrale. Tanto lo spazio a bordo, il bagagliaio è di 523 litri, il frunk anteriore di 58. Di fronte al guidatore c’è un cockpit (da 11,4”) posto in posizione leggermente rialzata, che rende superfluo l’head up display. Quello al centro è ampio (15,04”) ed è realizzato puntando sull’intuitività: basta un tap e si apre una schermata da cui effettuare le regolazioni. Il sistema è costruito in collaborazione con Google e integra l’Intelligenza Artificiale. Con i comandi vocali si può accedere a molte funzioni e a Gemini si può chiedere ogni genere di informazione; se invece si preferisce la musica, c’è un impianto audio Bowers & Wilkins.
L’intero sistema si basa su una struttura elettronica (si chiama HuginCore) sviluppata insieme a partner come Nvidia e Qualcomm che impiega processori e software con una capacità di calcolo di oltre 250 trilioni di operazioni al secondo.
Per quanto attiene il design esterno, le linee – come già all’interno – sono essenziali e pulite, quasi levigate. Curiose le maniglie d’apertura delle porte che ricordano le pinne di uno squalo.
Le batterie sono montate secondo il sistema Cell-To-Body, ovvero non semplicemente alloggiate a bordo, ma rese un tutt’uno con la scocca. E gli 800 Volt fanno la differenza perché rispetto a voltaggi più bassi (ad esempio 400) permettono di migliorare autonomia e ricarica: la prima tocca gli 810 km (sulla P12), la seconda permette di accettare ricariche fino a 370 kW (320 kW la versione P6) in CC; in pratica, secondo i dati della Casa, basta una decina di minuti per ottenere 340 km di autonomia. È anche per questo che la EX60 viene definita “game changer”. Infine il consumo rilevato nel test si aggira attorno ai 17 kWh/100 km (ossia circa 6 km/kWh).
La Volvo EX60 è disponibile in tre varianti. Quella d’accesso è la P6 single motor, con batteria da 83 kWh, motore posteriore da 374 CV e autonomia di 611 km. Quella intermedia è la P10 AWD – protagonista della prova – con due motori (anteriore da 272 CV e posteriore da 408 CV), potenza totale di 510 CV, batteria da 95 kWh e autonomia di 660 km. Al top c’è infine la P12 AWD, con gli stessi motori, ma con una potenza totale di 680 CV; la batteria è da 117 kWh e la citata autonomia di 810 km. Tutte e tre le motorizzazioni possono essere abbinate agli allestimenti Plus e Ultra.
I prezzi (in linea con quelli della EX60 plug-in) partono da 63.500 euro.












