Più di 1.000 chilometri di autonomia, tecnologia Super Hybrid per una berlina studiata nel Vecchio continente
La nuova Byd Dolphin G non è la ‘so lita’ vettura cinese che arriva – ormai siamo a un paio alla settimana sul mercato europeo, ma un concetto impensabile sino a pochi anni. “E’ la prima auto progettata per l’Europa che non verrà venduta in Cina – dice Alfredo Altavilla, uomo di grande esperienza e special advisor di Byd Europe – se vogliamo davvero avere successo, dobbiamo sviluppare un portafoglio prodotti di tipo europeo. Negli ultimi due anni abbiamo modificato la maggior parte dei telai per garantire che le auto siano radicalmente diverse da quelle di due anni fa. Dotandole per esempio di sospensioni multilink che non esistevano per Byd quando ho iniziato a lavorare insieme a loro. La prova migliore di quanto sostengo è Dolphin G”.
In attesa della risposta dei mercati, la Casa cinese lavora all’ampliamento del centro di ricerca e sviluppo a Budapest, che oggi conta poco meno di 100 ingegneri, alla costruzione a fianco di una pista di prova, a far crescere il recente centro di design a Milano affinché “progetti la prossima generazione di prodotti per il mercato continentale e contribuisca allo stile dei marchi premium di Byd” prosegue Altavilla, presente alla kermesse di Berlino dove è stata lanciato il nuovo modello. Dolphin G DM-i ha tutte le carte in regola per essere protagonista in un segmento come quello B dove la corsa è terribile, ma una vettura compatta con un’autonomia superiore a 1.000 km non si era ancora vista. Non sorprende che arrivi dal Paese che sta investendo massicciamente su motorizzazioni ibride ad alta percorrenza e da Byd che può vantarsi di avere lanciato la tecnologia Super Hybrid dove termico ed elettrico dialogano in modo esemplare. La Dolphin è una berlina classica, senza forzature nello stile, fatto di linee curve e molto proporzionate. Tra le dimensioni, la più importante è quella del passo: 261 cm su una lunghezza di 416 cm rendono davvero ampio l’interno se viene paragonato alle concorrenti del segmento. La larghezza è di 182 cm, l’altezza di 157. Spazioso pure il bagagliaio: mette a disposizione 425 litri che diventano 1.225 abbassando gli schienali della seconda fila.
L’abitacolo riprende l’impostazione di tanti altri modelli della Byd: di serie il quadro strumenti digitale, inserito in una palpebra che attraversa la plancia da parte a parte senza soluzione di continuità. In questo caso, lo schermo dell’infotainment non ruota: è da 10,1 o 12,8” in base agli allestimenti. Nella console centrale, sotto le bocchette dell’aria, sono presenti alcuni comandi fisici, come da tendenza attuale mentre materiali e rivestimenti sono nella media. La novità (e il vero plus) di Dolphin G DM-i è la tecnologia Super Hybrid: un patrimonio ingegneristico della Casa cinese che privilegia la marcia in modalità elettrica, cercando di sfruttare il più possibile il motore termico come generatore per la batteria, e facendolo intervenire sulle ruote solo quando è richiesto un extra di potenza. L’unità termica è il noto 1.5 Xiaoyun da 95 Cv, abbinato a due motori elettrici: quello che si occupa della trazione ha una potenza di 120 kW (163 Cv), che permettono alla Dolphin G di scattare da ferma a 100 km/h in 8,3 secondi, e di raggiungere una velocità massima di 180 km/h.
Il successo, prevedibile, della Dolphin potrebbe accelerare la ricerca di un altro sito produttivo in Europa per Byd, magari in Italia? “Qualsiasi iniziativa di Byd in Europa sarà autonoma per un motivo molto semplice: la nostra tecnologia proprietaria e il nostro processo produttivo sono difficilmente condivisibili con altri costruttori Quindi non siamo interessati né a una joint venture né a una produzione in conto terzi”, risponde Altavilla, con il sorriso di chi sa come le cose nell’ondivago automotive di oggi possano cambiare nel giro di un mese.












