L’ultima proposta Dacia, un segmento C, punta su leggerezza, spazio ed efficienza Pensata per chi vuole la versatilità di un Suv senza gli eccessi di peso e consumi
Dopo l’abbuffata di SUV, gli automobilisti cominciano a tornare a più miti consigli. Intendiamoci, gli Sports Utility Vehicles restano la stragrande maggioranza delle vendite in Europa e in Italia, ma più di qualche cliente sta valutando soluzioni meno ingombranti, pesanti e assetate pur non volendo rinunciare alla versatilità, agli ampi spazi e alla comodità dei SUV. È in questo spazio di mercato che Dacia si inserisce con la nuova Striker, modello di segmento C pensato per ampliare l’offerta del marchio. La Casa parte da una constatazione semplice: negli ultimi dieci anni le auto del segmento C sono cresciute in peso, dimensioni e costo. Secondo Dacia, l’aumento medio è nell’ordine di un centinaio di chili, con conseguenze dirette su consumi, emissioni e prezzo finale. Da qui l’idea di proporre una vettura più leggera ed efficiente, ma ancora capace di rispondere alle esigenze di una famiglia.
Striker nasce infatti come crossover atipico, costruito mescolando tre mondi: la robustezza e l’altezza da terra di un SUV, la dinamicità di una hatchback e la capacità di carico di una station wagon. La lunghezza è di 4,62 metri, con un importante vano bagagli: circa 600 litri. L’altezza da terra è di 19 cm (20 sulla 4×4), valore che permette di affrontare fondi sconnessi, strade innevate o percorsi sterrati senza trasformare l’auto in un SUV tradizionale. L’altezza complessiva, circa 1,53 metri, contribuisce invece a una migliore efficienza aerodinamica (Cx 0,29). Il peso è contenuto in 1.400 kg.
Il design insiste proprio su questo equilibrio. La linea di spalla corre dal cofano alla coda e separa idealmente la parte superiore, più filante, da quella inferiore, più solida. Il parabrezza inclinato, il lunotto spiovente, lo spoiler aerodinamico e le barre al tetto integrate vogliono comunicare efficienza e praticità. Sotto, protezioni lungo la carrozzeria, ruote da 17 a 19 pollici e firme luminose orizzontali richiamano il linguaggio Dacia più recente. Al lancio sono previsti sette colori, fra cui due tinte inedite: Frost Green e Cosmic Blue.
All’interno, la Striker punta su razionalità e robustezza percepita. La plancia è organizzata su due livelli: uno più morbido e accogliente e uno più tecnico e strutturale, pensato per trasmettere solidità. Debutta su una Dacia il nuovo LightVisio, display digitale da 7” con tecnologia di riflessione ottica che proietta le informazioni essenziali di guida su una superficie trasparente davanti al conducente (di serie su tutta la gamma). Al centro della plancia c’è uno schermo da 10,1 pollici per navigazione, media e connettività. Molto curata anche la parte pratica: portellone con apertura facilitata, divano posteriore facilmente abbattibile, fondo reversibile in tre parti, reti elastiche, ganci e accessori modulari. La console centrale è concepita come vano portaoggetti capiente, adatto anche a una borsa, con un cassetto dedicato agli oggetti di uso quotidiano. Dietro, soluzioni come il sistema YouClip e accessori riposizionabili tra abitacolo e bagagliaio rafforzano la vocazione familiare. La gamma motori comprenderà tre proposte ibride: Mild Hybrid G 140 benzina/GPL con cambio manuale o automatico, Full Hybrid 155 (meno di 100 g/km di CO2) e Hybrid 150 4×4. Quattro gli allestimenti: Essential, Expression, Extreme e Journey. Il prezzo di partenza sarà inferiore a 25.000 euro. Con Striker, Dacia prova dunque a intercettare chi cerca spazio e robustezza, ma non vuole più pagare il prezzo, anche energetico, di un SUV tradizionale. Una proposta coerente con la filosofia del marchio: essenziale, concreta, attenta ai costi d’uso e con l’ambizione dichiarata di conquistare nuovi clienti nel cuore del segmento C.












