Il Suv compatto Alfa Romeo cresce di carattere e di presenza Ampia scelta di motorizzazioni ibride, ma c’è pure diesel
La strada serpeggia tra le colline toscane sembra fatta apposta per un’Alfa Romeo.
Tra vigneti e cipressi scopriamo la nuova Tonale. Si parte da Pisa, la città che inclina ma non cede. E proprio qui, dove la Scuola Normale Superiore incrocia i laboratori di intelligenza artificiale, il marchio di Arese ha voluto raccontare la propria idea di Human Intelligence. Ovvero, quella capacità tutta italiana di mettere la tecnologia al servizio dell’emozione che poi, da sempre, è peculiarità dei modelli di Arese. Tonale, nel suo restyling, ne è l’espressione più chiara: una sintesi tra razionalità e istinto, tra software e sensibilità meccanica. Il SUV compatto del Biscione cresce in carattere e presenza. Ha più colori, allestimenti, cura. “Con Tonale – spiega il Ceo Santo Ficili – riaffermiamo il legame tra innovazione e passione. Ogni dettaglio riflette la nostra eredità, il lavoro corale di chi costruisce emozione, non solo automobili”. Così la nuova declinazione non cambia volto, solo sguardo. Il frontale è scolpito con misura: lo scudetto concavo tridimensionale, ispirato alla 33 Stradale e alla GT 2000, si allarga in un trilobo più orizzontale, che dona alla vettura un senso di forza composta. Le prese d’aria laterali richiamano la Giulia GTA, i nuovi cerchi “Fori” da 20 pollici alleggeriscono la vista laterale, e le tinte Rosso Brera, Verde Monza e Giallo Ocra celebrano l’idea che il colore, per Alfa Romeo, sia parte del linguaggio del movimento.
Dentro, il racconto prosegue con materiali e gesti: sedili in pelle rossa o Alcantara bicolore, plancia rivestita e illuminazione ambientale ispirata al Biscione. Il volante resta compatto, i paddle in alluminio ricavati dal pieno riportano le mani al centro della scena. Tutto è pensato per chi guida, non per chi osserva. Poi c’è la strada, che in Toscana diventa un laboratorio d’emozioni. Tra le curve che salgono verso Volterra, la Tonale mostra la sua doppia anima: solida e reattiva, precisa e indulgente. Lo sterzo, con rapporto 13,6:1 è tra i più diretti del segmento e risponde con immediatezza sincera. La vettura entra in curva pulita, appoggia con equilibrio, esce senza esitazione. Le sospensioni elettroniche Dual Stage Valve filtrano l’asfalto, senza anestetizzarlo. Il segreto è nel telaio: bilanciamento perfetto dei pesi, schema McPherson indipendente e freni Brembo a quattro pistoncini che modulano la forza con naturalezza. Anche la transizione tra motore termico ed elettrico – ora più fluida grazie all’Hybrid Control Processor – contribuisce a un senso di continuità meccanica raro tra i SUV ibridi. Nella guida quotidiana è confortevole, forse il volante è fin troppo leggero, ma basta azionare la modalità Dynamic per riequilibrare le cose. E quando la trazione integrale Q4 entra in gioco sulla Plug-in Hybrid da 270 CV, l’Alfa torna a parlare la lingua delle curve. Le motorizzazioni coprono un ampio spettro: il 1.5 Turbo ibrido da 175 CV, il Diesel da 130 CV e la già citata PHEV Q4. Tutte omologate Euro 6E Bis, tutte pensate per un piacere di guida che non rinuncia alla coscienza ambientale. Non ci sono scatti violenti né silenzi artificiosi: solo linearità, equilibrio, misura. Sul piano tecnologico, ora Tonale non ha nulla da invidiare ai modelli più geek: strumentazione digitale a cannocchiale da 12,3 pollici, infotainment da 10,25, aggiornamenti OTA, assistenza alla guida di livello 2 e un pacchetto di sicurezza completo. Con l’importante plus di non invadere, ma accompagnare, semplificare, ritirarsi quando serve, lasciando spazio all’uomo.
La gamma si articola in quattro versioni – Tonale, Sprint, Ti e Veloce – più la Milano Cortina 2026, edizione speciale che celebra la partnership con i Giochi Olimpici invernali. Un omaggio al movimento, alla bellezza in equilibrio, all’idea che la sportività possa essere anche un atto di misura. La Tonale non grida, non esibisce, non sostituisce. È un’Alfa che ricorda come si sente una curva, come si ascolta un motore, come si respira dentro una macchina fatta per l’uomo.












