La terza generazione del Suv è cresciuta di dimensioni cambiando linee Può affrontare qualsiasi terreno anche pendenze laterali di 45° Disponibile in versioni mild hybrid a 48 volt sia benzina che Diesel
La formula della felicità non è stata ancora scoperta, quella del successo è invece più semplice da scoprire. Audi l’ha fatta sua con Formula Q5, il titolo che ha scelto per presentare la terza generazione di quella che è l’Audi più venduta al mondo con oltre 2,7 milioni di esemplari in meno di 17 anni. Audi Q5 è un Suv che vi può portare dovunque e adesso strizza l’occhio alla sportività, affilando un po’ la sua linea. Il fatto che Audi abbia scelto Monza per presentarla e prenotato altri quattro autodromi italiani per farla provare a concessionari e clienti speciali, racconta molto di quello che vuole diventare questa terza generazione di un modello che in Italia ha venduto negli anni oltre 92 mila vetture. La nuova Q5 vi può portare comodamente dappertutto, anche sulla vecchia soprelevata del circuito di Monza, inclinati a 40° con la sensazione che presto il miracolo finirà e ti ritroverai capovolto con la tua bella Audi da oltre 60 mila euro accartocciata a bordo pista. Invece no. La Q5 resta incollata al vecchio asfalto della parabolica dove un tempo sfrecciavano le auto da gran premio a velocitò decisamente superiori agli 80 orari che ci fanno tenere durante la prova. Era già stato impressionante inclinarsi negli esercizi del parkour allestito in zona paddock. Ma sulla soprelevata di Monza l’effetto è garantito e in piena sicurezza, tanto gli esperti della Casa garantiscono che la Q5 resta incollata al terreno fino ai 45 gradi di inclinazione.
Nessuno ci racconta quanti dei 2,7 milioni di clienti di Q5 nel mondo usano abitualmente la loro vettura per avventure così inclinate. Crediamo la maggioranza la sfrutti per accompagnare i pargoli a scuola, i cani al parco e il surf in spiaggia (per i più sportivi). Ma è comunque bello sapere che si può fare anche quello. Non si sa mai nella vita. D’altra parte c’è chi compra orologi subacquei che garantiscono la tenuta stagna fino a 100 metri e poi se li sfila per lavarsi le mani. Basta sapere che in caso di bisogno… In realtà tutto questo serve per raccontare come Q5 possa essere versatile: dalle strade della laboriosa Brianza, agli sterrati all’interno del parco di Monza, fino alle pendenze assassine dei parkour e delle soprelevate. Una macchina comoda, elegante all’interno e sportiveggiante nella linea. Se proprio dobbiamo trovarle un difetto possiamo dire che vista da dietro (almeno a fari spenti) cade un po’ nell’anonimato. Ma muso e profilo sono accattivanti e rendono giustizia a una best seller. La Formula Q5 vuole inserire i classici valori automobilistici di Audi in una formula armonica che vuole riunire prestazioni, facilità di guida e comfort.
Q5 è il secondo modello della gamma Q venuto al mondo dopo la Q7. Un segmento di Suv a guida alta e prestazioni sportive che negli ultimi due anni è passato dal 30% al 55% delle quote di commercializzazione italiane, un’isola del tesoro che Audi ha alimentato sia con i modelli termici che con quelli elettrici della famiglia eTron arrivando a proporre 11 varianti. La nuova Q5 è il secondo modello, dopo la A5, basato sull’innovativa piattaforma modulare PPC, dedicata alle vetture con motore a combustione anteriore longitudinale. Motori a benzina e Diesel, naturalmente mild-hybrid plus a 48 volt che presto verranno affiancati anche dalle versioni plug-in (con un’autonomia elettrica di un’ottantina di chilometri). Una scelta che va incontro a quello che chiede oggi il mercato, anche se la Casa conferma l’elettrico come unico orizzonte di lungo periodo in termini di efficienza, costi produttivi e sostenibilità. Per ora l’elettrico può aspettare e in Italia la versione Diesel sarà certamente la più apprezzata da un cliente che ha percorrenze medie importanti. Q5 è un segmento D premium, considerando la lunghezza di 4,72 metri, con contenuti da segmento superiore. Il design è decisamente più sportiveggiante rispetto alla versione precedente con una vista laterale caratterizzata dalla linea di cintura ascendente, mentre nel frontale spicca l’ampio single frame (rialzato rispetto alla seconda generazione) con struttura tridimensionale a nido d’ape. Aumenta anche l’impronta a terra grazie a un incremento della lunghezza di 3,5 centimetri e della larghezza di 0,7 centimetri a fronte di una riduzione dell’altezza di 1,1 centimetri. Ad aumentare il carattere sportivo contribuiscono anche le sospensioni pneumatiche adattive che variano in base allo stile di guida e al tracciato. Sono state completamente riviste e consentono di variare sino a 6 centimetri l’altezza da terra della vettura. L’abitacolo ospita 5 persone ed è caratterizzato dal “Softwrap”, il rivestimento che si estende da porta a porta consolidando l’effetto cocoon già apprezzato sulla A5.












