Con Hypersquare, il comando steer-by-wire che debutterà sulla nuova 208: bastano 90 gradi per un’inversione a U
Il futuro vicino di Peugeot si chiama Polygon Concept, vero e proprio manifesto tecnologico che anticipa soluzioni tecniche e stilistiche della nuova generazione della 208, prevista per il 2027, ma che finiranno anche su modelli più grandi. Quella che abbiamo visto (e guidato) a Milano, in un’anteprima organizzata all’interno di uno spazio chiuso alla Bovisa, è una compatta lunga meno di quattro metri – con le due portiere ad ala di gabbiano – e un’aria da videogioco. E difatti è già “guidabile” completamente nel mondo virtuale di Polygon City, un’isola creata all’interno del popolare videogioco Fortnite.
Al centro di questa trasformazione c’è lo steer-by-wire: una soluzione che elimina il collegamento meccanico tra volante e ruote, confinata ai segmenti premium e che il marchio transalpino punta a ‘democratizzare’ su larga scala. Dal punto di vista dinamico, l’assenza di un rinvio meccanico modifica radicalmente il feedback percepito rispetto a un piantone tradizionale. Il vantaggio principale è nella variazione continua del rapporto di sterzo. Ce ne siamo resi conto nel breve test. Alle basse andature, il sistema riduce la demoltiplicazione al minimo: sono sufficienti appena 90 gradi di rotazione della cloche per completare un’inversione a U, rendendo agile la guida nel misto stretto e nelle manovre. Con l’aumentare della velocità, la risposta diventa più progressiva e il carico sul volante cresce per garantire la necessaria precisione nei curvoni autostradali. Almeno così dice Peugeot, visto che non abbiamo potuto saggiarlo fuori dallo spazio limitato. Chi guida deve solo abituarsi a un feedback artificiale, generato da attuatori elettronici che simulano la resistenza degli pneumatici e i limiti di aderenza, oltre che alla rapidità della risposta iniziale. Tra i benefici evidenti spicca il filtraggio totale delle imperfezioni stradali, poiché contraccolpi e vibrazioni non vengono più trasmessi alle mani. L’integrazione del concetto Hypersquare con l’architettura interna prefigura una profonda riorganizzazione dell’abitacolo. L’eliminazione del volante ha consentito di ridurre i volumi della plancia sulla Polygon Concept, sfruttando un parabrezza esteso come principale superficie di proiezione delle informazioni di marcia, grazie a un innovativo pannello micro-Led da 24×74 cm, una sorta di maxi-schermo virtuale da 31 pollici. Sul nostro prototipo, l’abbinamento tra il comando quadrangolare e la strumentazione in posizione rialzata tipica dell’i-Cockpit risulta visivamente naturale. Ma ci siamo resi conto, provandolo su una 3008 ‘adattata’, che non è la stessa cosa: l’auto manovra benissimo, ma la presenza di Hypersquare stona sia tecnicamente sia visivamente. Ma sono esperimenti. Peraltro, la Casa del Leone ha fatto sapere che per la clientela non ancora pronta a rinunciare alle sensazioni classiche, manterrà in gamma una variante di sterzo con collegamento meccanico. Altra peculiarità di Polygon: ha meno parti rispetto a un veicolo tradizionale, il che significa un minor peso, maggiore efficienza, facilità di montaggio e smontaggio alla fine del ciclo di vita. Vedi i sedili costituiti da soli tre componenti principali invece delle decine di un sedile classico o i copriruota, compreso il loro sistema di fissaggio, realizzati in plastica riciclata (R-PET) e prodotti in un unico pezzo utilizzando la stampa 3D. Infine, molti componenti sono facilmente sostituibili, consentendo al veicolo di evolversi con il suo guidatore. Un esempio su tutti: la schiuma del sedile può essere sostituita in pochi minuti con un nuovo colore o una forma più avvolgente. Non male, l’idea.













