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Home Mobilità in arrivo Auto

IL RINASCIMENTO DELLA CLIO PUNTA MOLTO SULL’IBRIDO

by Maurizio Bertera
24/01/2026
in Auto, Mobilità in arrivo
IL RINASCIMENTO DELLA CLIO PUNTA MOLTO SULL’IBRIDO
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Dopo 35 anni e circa 17 milioni di auto vendute, riecco la “petite muse” Guigues, il direttore generale Renault: “Ha la taglia giusta per l’Italia. Noi continuiamo a camminare su due gambe con il nostro mix di motori”

La petite muse – come la chiamano gli appassionati francesi – non ha perso il fascino dopo 35 anni sulle strade europee e circa 17 milioni di unità vendute.

L’Italia ha contribuito non poco al successo della Renault Clio (1,8 milioni circa di vendite e 800mila esemplari circolanti) e i manager della Casa transalpina sono convinti che sarà ancora una delle straniere più amate. “Ha la taglia giusta per il mercato italiano, il più importante in Europa per il segmento B e dove le berline se la giocano ancora con i Suv. In più, è il momento del full hybrid e quello di Renault è tra i migliori in assoluto” sottolinea Sébastien Guigues, direttore generale della marca in Italia. E allora partiamo dall’E-Tech 160, il motore che nei piani aziendali dovrebbe spingere in alto Clio, raddoppiandone la quota nel mix di motorizzazioni rispetto al passato. “Il Gruppo Renault – prosegue – ha adottato da tempo quello che sembra un compromesso, ma invece è una scelta precisa: camminare cioè come diciamo noi “su due gambe”. Quella elettrica e quella termica contemporaneamente. Siamo ovviamente consapevoli che in Europa, e ancora di più fuori dall’Europa, molte persone non possono o non vogliono passare alla mobilità totalmente a batteria. Per loro, l’opzione dell’ibrido resta la soluzione migliore, oltre che il primo passo verso la scelta elettrica, e non a caso i marchi che hanno puntato decisamente sull’ibrido sono quelli che vendono di più”.

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Tra questi ci sono i cinesi in prima fila. “E’ giusto, sono bravi, e sono veloci. Pensano, disegnano e producono una nuova vettura in appena due anni. E questo fa la differenza. Qui stiamo imparando da loro, e infatti la nuova Twingo che arriverà nel 2026 aprirà una nuova era perché sarà la prima vettura realizzata in tempi simili. Per il resto loro fanno delle ottime macchine, anche se forse esteticamente ancora non bellissime e senza anima, ma questo dipende dai gusti. Per arrivare dove sono piazzati i marchi europei però avranno bisogno ancora di almeno 10 anni: oggi nel nostro Paese abbiamo 40,5 milioni di auto circolanti, e non sono cinesi”. Parliamo dell’ETech di Clio. Il sistema è quello collaudato: un termico (in questo caso l’1.8 benzina da 109 cavalli), un motore elettrico principale (da 36 kW) e uno starter generator da 15 kW: ne esce una potenza complessiva di 160 cavalli, tutt’altro che trascurabile per una vettura lunga 412 cm e leggera, come abbiamo visto nel nostro breve test a Lisbona, prevalentemente in città. Non appena si ha bisogno di cavalli, la Clio esce dalla ‘fluidità’ elettrica e caccia la zampata, anche sonora. Il nuovo E-Tech è dotato anche di una batteria da 1,4 kWh (230 V) rispetto agli 1,2 kWh della versione precedente: l’aumento della capacità ha migliorato l’autonomia in modalità elettrica, ottimizzando l’efficienza energetica.
Renault dichiara che la vettura è in grado di percorrere sino all’80% dei tragitti urbani in elettrico, dal canto nostro abbiamo rilevato un consumo di 25 km con un litro, quindi ci siamo. Il comportamento stradale richiama quello della precedente generazione: Clio resta un’auto maneggevole, che trasmette sicurezza, con uno sterzo preciso che non richiede correzioni. Il cofano più esteso, la silhouette più dinamica e le carreggiate allargate regalano una sensazione esterna di maggiore solidità, ma non hanno alterato l’agilità. Le prestazioni sono più che efficienti per la categoria, grazie anche alla risposta della trasmissione automatica Multimode, che permette il funzionamento in serie-parallelo del sistema ibrido e reagisce prontamente alle richieste del guidatore.

Innegabile, infine, il salto tecnologico: in plancia debutta il doppio display OpenR con Google integrato e cresce il pacchetto di assistenze alla guida, ora composto da 29 sistemi, tra cui l’Active Driver Assist e funzioni avanzate di monitoraggio del conducente. La gamma della Clio include anche il nuovo 1.2 TCe benzina da 115 cavalli (listino da 18.900 euro) e nel corso del 2026 arriverà anche la versione Eco-G 120 benzina-GPL. Ma è evidente che lo sforzo maggiore è sulla variante ibrida il cui prezzo parte da 24.900 euro per arrivare ai 28.900 euro della Esprit Alpine passando per i 26.700 euro della Techno. E ci sono già i primi riscontri: “Posso dire che il 75% dei nuovi ordini è per la E-Tech e il 40% per la versione Esprit Alpine, quella alto di gamma. In un mercato difficile, possiamo contare sulla nuova Clio, sulla nuova Twingo e una serie di modelli che non sono vecchi. E l’Italia non ci tradirà” sottolinea Guigues. A proposito di tradimenti, l’auto elettrica ha deluso le aspettative di chi le ha volute e di chi le ha ‘dovute’ costruire. “C’è stato un approccio sbagliato. Molti marchi hanno investito su auto a batteria di taglia grande, sulle quali è più semplice montare le batterie e che garantivano ritorni economici maggiori, ma che si sono rivelate un fallimento. E in molti casi hanno puntato a costruire versioni elettriche sui pianali delle vetture termiche, rendendole pesanti e costose. Se si vuole elettrificare l’Europa occorre puntare sulle auto piccole, e native elettriche. Noi con la Renault 5 e la Renault 4 lo abbiamo fatto”.

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