I clienti chiedono di non abbandonare il motore Nettuno e così ecco McPura Aspettando il piano di Filosa, il Tridente rilancia la MC20 anche in versione Cielo
In attesa di capire il suo destino nei prossimi anni – lo scopriremo solo nei primi mesi del 2026 quando Antonio Filosa, amministratore delegato del gruppo, rivelerà i piani generali e dei singoli marchi – Maserati sembra intenzionata più che mai a coprire quella nicchia di ricchi appassionati, innamorati del brand di Modena e delle sue vetture sportivissime. MCPura è obiettivamente il manifesto di quello che i cugini francesi definiscono ‘savoir faire’ mentre noi giustamente parliamo di stile ‘made in Italy’, riscontrabile in un copricerchio come nella più piccola delle finiture interne.
Pura è un bellissimo nome per un modello e in effetti l’erede della MC20 punta tutto sulla purezza. Di guida, ma anche a livello esperienziale. Non ha ceduto all’elettrificazione, col suo V6 biturbo tre litri da 630 Cv che è rimasto immutato, ma si è affinata in vari dettagli, soprattutto a livello d’estetica. Un paio di numeri bastano a fare un quadro di cosa sia: 4.669 cm di lunghezza, due posti secchi, trazione posteriore e un motore a sei cilindri di 3.0 litri che riesce a erogare la potenza massima a 7.500 giri e 720 Nm di coppia tra i 3.000 e i 5.500 giri. Parliamo del mitico Nettuno, ovviamente. La MCPura si guida con un filo di gas e fa godere qualsiasi tratto pieno di curve, come quello che abbiamo percorso tra Forte dei Marmi e Sestri Levante grazie a un’erogazione molto lineare e ben spalmata lungo l’arco dei giri. Basta un tocco sul paddle sinistro dietro al volante per scalare una delle otto marce del suo cambio automatico e farle toccare la fantastica soglia degli 8mila giri. E il telaio monoscocca in fibra di carbonio trasmette quelle piccole vibrazioni del V6 che concorrono a rendere unico il piacere di guida.
Il sound è corposo e viscerale, non eccessivo: la MCPura non alza mai troppo la voce e nell’abitacolo – anche in quello della Cielo, variante scoperta che si affianca alla Coupé – si può parlare serenamente anche mentre la si spinge al massimo delle potenzialità. Accelera forte (0-100 km/h in 2,9 secondi) e spinge bene lungo tutto il contagiri (fino a 320 km/h) come da copione. L’esperienza di guida, peraltro, è solo una parte di quella complessiva. Quando si acquista (pagandola almeno 232.200 euro nella variante coupé e 267.900 euro per la open top) si compra una tela bianca, che si può personalizzare quasi all’infinito. Merito del programma Fuoriserie, che non solo permette di scegliere colori, finiture e materiali di ogni tipo al di là di quelli di serie, ma consente di ‘costruirsi’ una one-off. All’interno l’Alcantara domina quasi incontrastato: riveste perfettamente sedili, pannelli porta, plancia e volante, il cui disegno è ispirato al mondo GT2, con corona piatta per migliorare visibilità e maneggevolezza nonché comandi Start e Launch Control integrati nelle razze. Il posto guida segue una filosofia essenziale: tutto è concepito per mettere il guidatore al centro, senza distrazioni. Le linee sono pulite, prive di elementi superflui, e il tunnel centrale ospita i comandi realmente necessari. In plancia c’è il doppio schermo da 10,25”.
Come la MC20 anche la MCPura Cielo monta un tetto in vetro retrattile, con un alto livello di isolamento termico, e velocissimo nelle operazioni di apertura e chiusura: 12 secondi. Un gioiello, insomma, che fa riflettere su quale sia il ruolo da affidare (prima possibile) alla Casa del Tridente nella galassia Stellantis: alla luce dei numeri 2024 (sono state consegnate solo 11.300 unità (-57,4% rispetto alle 26.600 del 2023) mentre la produzione è diminuita del 64,07%, passando da 27.166 unità nel 2023 a 9.760) e di quelli provvisori 2025, non è semplice da trovare. “Se Alfa Romeo è sportività accessibile, Maserati deve garantire agli appassionati la potenza e l’eleganza insiti nel marchio. Stiamo lavorando al nuovo piano strategico per un posizionamento corretto sul mercato e una rete di vendita senza la quale non si può avere successo. Ragiono in termini positivi: si tratta di traghettare e di attraversare questo momento così difficile per l’auto in generale, ma vedo una luce all’orizzonte” sottolinea Santo Ficili, Chief Operating Officer di Maserati. Tra le (quasi) certezze, c’è il mantenimento della via termica e i dubbi su quella elettrica intrapresa: si sono arenati – a data da destinarsi, forse mai – sia il Suv che doveva sostituire Levante sia la berlina di alta gamma che portava l’eredità di Ghibli e Quattroporte. Progetti costantemente rinviati mentre la Grecale continua a essere costruita a Cassino e gli altri modelli sono stati trasferiti nello storico stabilimento di Modena, polo del lusso anche per Alfa Romeo. “Siamo pronti a tutto, ma è evidente che il mercato invita a non mettere da parte un capolavoro come il V6 Nettuno” conclude Ficili. In effetti, è così.












