Fa parte di un gruppo che è il maggior esportatore cinese di auto Omoda 7 è un Suv medio (ibrido plug-in) che va a completare l’offerta In arrivo altri due brand: Lepas e iCaur che propone fuoristrada old style
Da marchio quasi sconosciuto a inizio 2025 (con lo 0,4% di share del mercato italiano), Omoda è passato a essere una realtà cinese in crescita arrivando a conquistare una piccola fetta di mercato pari al 2% nel mese di dicembre. Omoda-Jaecoo (i due brand viaggiano di pari passo, con il primo più orientato alla tecnologia, al design, allo stile urbano, mentre il secondo più classico e votato ai viaggi come al leggero offroad) vantano già 82 showroom operativi sul nostro territorio (108 con le prossime aperture). Nel 2025 sono stati consegnati in Italia 15.488 esemplari, di cui 8.153 Omoda, con il 70% di vendite a privati, il 17% a flotte e il 13% restante destinato ai noleggi. Tra giugno e luglio 2026 il gruppo cinese lancerà ufficialmente un altro brand, Lepas (che costruisce Suv pensando a un pubblico ‘generalista’) mentre tra il 2026 ed il 2027 arriverà anche iCaur, costruttore specializzato in fuoristrada dal design’ old style’. Non bastasse, in giugno, debutterà il marchio principale, Chery. I modelli esatti non sono ancora stati comunicati, ma copriranno tutto il mercato, dalle compatte di segmento A fino alle multispazio a sette posti, con motori principalmente ibridi con plug-in e full in pole position.
A sostegno dell’espansione italiana (la nota ufficiale definisce l’impegno “ in Italy, for Italy, be Italy” c’è la forte struttura di un gruppo, che lo scorso anno si è confermato per il 23° anno consecutivo primo esportatore cinese di auto, con oltre 1,34 milioni di vetture spedite al di fuori della patria. Lo scorso anno il gruppo ha registrato vendite per 2.806.393 veicoli (+7,8%) e ha debuttato alla Borsa di Hong Kong il 25 settembre 2025, segnando una delle maggiori IPO (Initial Public Offering) dell’anno nel settore. Il risultato è stato supportato da una rete di otto centri di ricerca e sviluppo nel mondo, oltre una decina di siti produttivi, compreso quello di Barcellona L’anno nuovo è cominciato con il lancio di Omoda 7 che occupa lo spazio creato dal brand tra l’ammiraglia 9 e la compatta 5. Anche nel numero vuole sottolineare di essere il modello medio di famiglia, un C-Suv tendente alla fascia superiore. Omoda 7, nella condivisione tecnologica con Jaecoo 7, risulta sicuramente più crossover, sportiva e stilosa rispetto alla ‘sorella’. E proprio un design dinamico e sostanzialmente azzeccato – soprattutto al posteriore – nasconde in parte le sue dimensioni: 466 cm di lunghezza, 187 cm di larghezza e 167 cm di altezza. Il passo di 272 cm ha consentito di creare un abitacolo decisamente comodo, con materiali di qualità e assemblaggi precisi.
Buono il bagagliaio da 537 litri di capacità anche se la forma irregolare del vano e il doppiofondo inutilizzabile lo penalizzano in parte. Al centro di una plancia lineare domina lo schermo da 15.6”, che può scorrere lateralmente verso il passeggero con uno swipe: soluzione più scenografica che utile dato che video e giochi non sono fruibili in marcia. Il software del sistema multimediale è compatibile con Apple Car Play e Android Auto (sempre con connessione senza fili) ed è abbastanza facile da utilizzare, con un’interfaccia che non ha troppe sovrapposizioni nei menu, per interagire con le impostazioni. Quasi tutti i comandi sono nel touchscreen, tranne qualche ‘scorciatoia’ per le tre modalità di guida e il climatizzatore. Al lancio, Omoda 7 è proposta con la soluzione Shs-P (Super hybrid system Plug-in): si basa su un motore elettrico da 204 cavalli che provvede quasi sempre alla trazione, sulle ruote anteriori. In condizioni normali, il 1.5 turbo a benzina da 143 cavalli provvede invece ad azionare (in silenzio) un generatore di corrente quando la carica (la batteria è da 18,4 kWh) scende sotto il 15%; per questo, a differenza di altre plugin, le prestazioni rimangono costanti. Lo abbiamo constatato nel nostro breve test fra Milano e l’hinterland, spingendo anche a fondo l’auto: quando viene chiesta la massima potenza o si tiene un’elevata velocità, il quattro cilindri termico aiuta l’elettrico a muovere le ruote, tramite un cambio a tre marce (tutte alte). I due propulsori combinati erogano 279 cavalli, ma nella guida di tutti i giorni, ha senso contare solo sulla potenza del motore a corrente: il vantaggio è evidente nel consumo medio (il nostro ha sfiorato i 30 km/litro) e nell’autonomia in solo elettrico che supera i 120 km, a batteria carica. Al volante nessun problema: sospensioni ben controllate, assetto equilibrato, sistema di riduzione attiva del rumore garantiscono una marcia rilassata in un ambiente luminoso e ampio. Gli allestimenti sono Pure e Premium, con garanzia di 8 anni o 160.000 km. Molto ricca la dotazione, soprattutto sulla Premium: sedili ventilati, head up display, telecamera a 540°, rivestimenti in pelle e microfibra, cerchi da 20”.
Il listino parte da 38.900 euro per la Pure e da 41.900 euro per la Premium della nostra prova. La promo di lancio, con permuta o rottamazione, prevede 4.000 euro di sconto, portando il prezzo minimo a 34.900 euro. A metà marzo arriverà un terzo allestimento, il Premium Pro (43.400 euro), che aggiunge altri optional, tra cui i sedili anteriori con massaggio.












